Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Silenzio sulla Casagit e corporativismo

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Ho fatto un esperimento: ho inserito su Google la ricerca "Casagit elezioni rinviate" (senza virgolette, qui le ho messe soltanto per isolare le parole che ho cercato). Ebbene, su una cinquantina di risultati quasi tutti rinviavano a siti di giornalisti o che parlano della categoria. Se ho controllato bene, fra gli organi di informazione on line "non riservati agli addetti ai lavori" ho trovato soltanto l’Adnkronos e un’agenzia di stampa pavese. Va bene, mettiamoci pure Dagospia

Allora, la Casagit è la Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani, ha decine di migliaia di iscritti e le elezioni per il rinnovo dell’assemblea dei delegati, per le quali era permesso il voto elettronico, sono state rinviate per un motivo piuttosto particolare: "i codici segreti per l’accesso al sistema di votazione erano stati realizzati, contrariamente agli accordi stipulati con il fornitore, con una modalità che ne avrebbe consentita la ricostruzione", è scritto nel sito ufficiale. Sul Barbiere della Sera, il presidente della Casagit, Andrea Leone, ha spiegato in modo più dettagliato che cosa è avvenuto: in pratica il sistema di assegnazione della password a ciascun votante era facilmente ricostruibile.

Non sono uno di coloro che grida allo scandalo, non mi sogno neppure di chiedere le dimissioni del presidente e di tutto il consiglio (e magari, per non sbagliare, anche di coloro che li hanno votati…), ma mi chiedo: che cosa sarebbe successo se, invece che in un’associazione di giornalisti, la stessa cosa fosse accaduta in un’altra associazione con decine di migliaia di iscritti? Non avremmo trovato almeno due colonne su buona parte dei quotidiani e su molte altre testate on line? Sarei felice, non soltanto di nome, se qualcuno mi dicesse che mi sono sbagliato. Ma temo di no, perché spesso i giornalisti condannano il corporativismo. Quello degli altri.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

13/06/2005 a 6:39 pm

Pubblicato su Uncategorized

4 Risposte

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  1. Scusa, ma pare a me che al massimo si possano accusare i vertici di Casagit di dabbenaggine e non so neppure con quanta ragione. Avevano chiesto alla società cui si sono rivolti un’assegnazione random delle password. Questi per stare nei tempi di consegna e per risparmiarsi, si son giustificati poi, una settimana in più di lavoro, hanno generato tutte le password accoppiandole all’ordine alfabetico. Qualcuno se n’è accorto e Casagit ha rinviato le elezioni. E’ tutto. Dov’è lo scandalo? Perché tu non lo sai che la gente lavora alla cazzo di cane?

    Shangri-La

    14/06/2005 at 9:42 am

  2. Infatti avevo scritto “Non sono uno di coloro che grida allo scandalo”, so benissimo che non è colpa di Casagit e che, anzi, dobbiamo forse ringraziarla perché qualcuno dal di dentro si è accorto di ciò che era avvenuto.
    Il corporativismo di cui parlavo era un altro, ma evidentemente non sono riuscito a scrivere bene il concetto: dicevo che un fatto simile, elezioni di un organo nazionale con decine di migliaia di iscritti che vengono rinviate di mesi per una questione di password facilmente riproducibili, è una notizia che solitamente merita qualche colonna su qualche giornale. Invece qui sembra che, a parte gli organi ufficiali e alcune associazioni o siti di giornalisti, la cosa sia passata sotto silenzio, quasi che le cose dei giornalisti non potessero qualche volta essere interessanti anche per i lettori “normali”. Tutto qui e tutto questo senza accusare Casagit di alcunché. Anzi.
    Tuttavia, visto che non mi sono spiegato troppo bene, quasi quasi scrivo un altro post per cercare di far capire meglio questo corporativismo. Adesso o oggi pomeriggio.

    Carlo Felice

    14/06/2005 at 12:28 pm

  3. Ok, ora ho capito meglio il concetto. Ma sai, secondo me, la notizia non è passata perché si è pensato che era di interesse della categoria e poi perché il sindacato ha appena indetto un pacchetto di 7 giorni di sciopero per il rinnovo del contratto e allora forse si preferisce non inflazionare l’attenzione dedicandola invece tutta allo sciopero imminente di venerdì.

    Shangri-La

    15/06/2005 at 11:00 am

  4. Non c’è dubbio che possa essere così. Tuttavia io ho pure un’altra sensazione, vissuta in parte dall’interno quando sono stato per alcuni anni in un Comitato di redazione: che i giornalisti sappiano comunicare male ai lettori le cose che li riguardano: molti comunicati sindacali che si leggono sui giornali, per esempio, sono spesso comprensibili a chi ci lavora e a pochi altri fortunati.

    Carlo Felice

    15/06/2005 at 3:32 pm


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