Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

I reati inesistenti di Repubblica

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Cari colleghi di Repubblica.it, come giornalisti avremmo più responsabilità di un comune cittadino anche se non ci leggesse nessuno. Siccome voi avete centinaia di migliaia di visitatori unici al giorno, dovreste sentire ancor più pesante il macigno di quella responsabilità che incombe su di voi, quello che dovrebbe costringervi – se possibile – a un’accuratezza persino maggiore degli altri. Invece mi pare che non accada se, nella home page, vedo comparire articoli come questo e titoli come questo:

Cassino_1

Oggi decine di migliaia, se non centinaia di migliaia di italiani, dopo aver letto voi, penseranno, più o meno: "Quei bastardi che hanno tirato il masso a Cassino se la vedono brutta: fino ad ora li hanno accusati soltanto di omicidio, ma adesso li accuseranno anche di tentata strage". Quelle centinaia di migliaia di italiani sono l’opinione pubblica, quella che normalmente si fida – consciamente o meno – della mediazione dei mass media. Quella che, anche sulla base di ciò che legge sui giornali e vede in tv, poi va a votare. A quelle persone state comunicando un messaggio doppiamente sbagliato.

Non chiedo che usiate tecnicismi giuridici, sarebbe sbagliato, perché il nostro lavoro di giornalisti richiede grandi capacità di divulgazione; ma quelle capacità non possono farci dimenticare la necessaria precisione. Qualunque cronista di giudiziaria – devono essere in ferie tutti quelli di Repubblica.it – avrebbe saputo dirvi che la tentata strage – accusa che, secondo ciò che leggo, gli investigatori starebbero per rivolgere agli ignoti attentatori – è semplicemente un reato inesistente. Perché compiere "atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità" per il codice penale è già strage, anche se non muore nessuno. Se volete parlare di tentata strage nel linguaggio comune potete farlo, se volete attribuire quell’espressione a un magistrato, come fate nel vostro articolo, allora no.

E qualunque cronista di giudiziaria vi avrebbe detto anche che è sbagliato l’attacco del pezzo: l’imputazione di strage (se muore almeno una persona) comporta la pena dell’ergastolo tanto quanto l’omicidio volontario aggravato (e in questo caso la contestazione della premeditazione credo sia inevitabile). "L’ipotesi di reato è omicidio volontario ma potrebbe trasformarsi in tentata strage" è quindi una frase doppiamente sbagliata: non soltanto perché parla della tentata strage ma anche perché fa capire che questo secondo reato sarebbe una contestazione più grave rispetto all’omicidio volontario aggravato. Ma così non è.

Torniamo così alla questione dell’aggiornamento professionale, di quell’aggiornamento che contestiamo spesso alle altre categorie ma che talvolta facciamo finta di non vedere quando riguarda noi stessi, come ho già scritto varie volte, fin quasi alla noia (per esempio qui, qui e qui).

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

16/08/2005 a 3:45 am

Pubblicato su Uncategorized

5 Risposte

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  1. Sembra paradossale , ma proprio le grandi testate giornalistiche a volte confondono parole e pensieri con una facilità aberrante. E’ una cattiva inclinazione della nostra informazione quella di mistificare, ingigantire o ridurre la gravità di una notizia o capovolgerla del tutto a proprio uso e consumo.
    La cattiva informazione o l’informazione superficiale è un male per tutti e di tutti , noi da un lato e loro dall’altro. In certi casi noi (inteso come chi apprende informazioni) da un lato e loro dall’alto .

    Nilo LaRadice

    17/08/2005 at 12:37 am

  2. articolo 422 del codice penale: strage
    articolo 56 del codice penale: delitto tentato.
    se a un imputato sono contestati 56+422 si definisce tentata strage.
    anche e soprattutto in un’aula di tribunale
    saluti.

    gigi

    19/09/2005 at 7:42 pm

  3. Grazie per avermi ricordato l’esistenza dell’articolo 56, tuttavia è sicuramente noto anche a lei che non tutte le fattispecie di reato sono compatibili con l’ipotesi del tentativo. Per tornare al nostro esempio, la contestazione contemporanea a un imputato di aver violato gli articoli 56 e 422 del codice penale potrebbe portare a una formulazione del capo d’imputazione così concepita: “per aver compiuto atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità”.
    Frase che all’evidenza appare tautologica. Tuttavia, non essendo un esperto di diritto penale, non mi accontenterò di una dimostrazione logica. Il padre della dottrina contemporanea del diritto penale italiano, Francesco Antolisei, scrive nella parte speciale del suo manuale, a proposito della strage: “Il reato si consuma col compiere atti idonei a porre in pericolo la pubblica incolumità. Trattandosi, secondo la concezione da noi accolta, di uno di quei delitti che si dicono di attentato, il tentativo non è giuridicamente concepibile.” (qui la riproduzione della pagina dell’Antolisei). Le risparmio, anche perché sono sicuramente di sua conoscenza, le citazioni da altri autori che affermano il medesimo concetto.

    Carlo Felice

    19/09/2005 at 11:55 pm

  4. Caro Carlo, non sei l’unico a pensarla così:
    […] Il reato di strage è un reato a consumazione anticipata, che non ammette il tentativo: per la consumazione del delitto è sufficiente che il colpevole compia atti che abbiano l’idoneità a cagionare una situazione di concreto pericolo per il bene tutelato e, quindi, si considera come delitto consumato un comportamento, che, senza tale specifica previsione normativa, potrebbe configurare una ipotesi di tentativo. In altre parole, la fattispecie consumata del delitto di strage presenta la stessa struttura del delitto tentato, ma è punita come delitto consumato, in considerazione dell’importanza degli interessi, che essa tende a tutelare. (Cassazione penale, sez. I, 13 novembre 1991, Abel e altro, in Giust. pen. 1992, II, 303.

    Mauro

    20/09/2005 at 6:19 pm

  5. Caro Carlo,
    io non credo si tratti di mancato aggiornamento.
    Si tratta di superficialità nel fare il proprio lavoro, mancanza di cura, presupponenza, pre-potenza, mancanza di rispetto: io sono io e voi non siete un c….(diceva il Marchese del Grillo); si parla a vanvera tanto non mi interessa nulla di voi.
    Ed è un male diffuso in ogni settore della società; solo che in alcuni settori tali vizi fanno più danni che in altri.
    Ti/Vi racconto questo episodio di stamani tralasciando aspetti tecnici, per dimostrare in quale modo come certa gente si permette di fare il proprio mestiere…sulla pelle degli altri.
    Tribunale di Padova –
    Udienza in un procedimento civile avente ad oggetto la richiesta di nomina da parte del Tribunale di un perito che quantifichi il valore delle quote di una società giacchè i soci stanno litigando e non si mettono d’accordo sul valore da dare loro (art. 2473 c.c.).
    Mi presento con la controparte –
    Il giudice ci dice che dobbiamo aspettare perchè la decisione deve essere presa da un collegio e non da un Giudice Monocratico –
    Eccepisco che forse non è così –
    Vengo guardato dalla testa ai piedi come un perfetto idiota incompetente e mi faccio piccolino nella mia modestia, e in un cantuccio aspetto oltre 1 ora!!! –
    Udienza: 3 giudici.
    Il “presidente” del collegio chiede. perchè siamo qui?
    Spiego –
    Risposta: ma non è di competenza del collegio ma del giudice monocratico!!!!-
    Il giudice di prima guarda il codice (ORA!!!) con lo stesso sguardo con il quale mi aveva guardato prima….. e dice: ah si è vero –
    prende il verbale che aveva già pre compilato cancella i nomi degli altri giudici e dice : mi riservo (doveva solo dire: incarico il Dott. Pinco Palla di dire quanto valgono quelle quote).
    – Non chiede nemmeno scusa- Farà attendere le parti qualche settimana..rinvierà ad una ulteriore udienza fra chissà quanti mesi e i clienti (VOI..chiunque!!!) ASPETTANO!!!!!!
    Egli, secondo la nostra Carta Costituzionale E’ LA LEGGE…ma non sa di esserlo…o meglio non sa esattamente quale legge egli è.
    Così ci si deve confrontare con tentate stragi, giudici che non sanno quale legge applicare….Da parte mia non mi lamento..cerco solo di fare il mio come si deve…per il resto …speriamo che lo faccia quanta più gente possibile.
    Andrea

    Andrea F. TV

    22/09/2005 at 4:36 pm


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