Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Instant-message interview e Windows 95

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Saul Hansell è un giornalista che in un articolo ha scritto di aver sentito il portavoce di Google. Non è andato nella sede della società, non ha alzato il telefono, non gli ha scritto una e-mail, lo ha interpellato con una “instant-message interview”. Il solito redattorino di una rivista iperspecializzata che tratta di internet e che vuole fare sfoggio delle tecnologie che ha a sua disposizione? No, un giornalista del New York Times.
Fra una sinapsi e l’altra del mio cervello passeggiano due considerazioni. Mi sono venute pensando a Treviso, ma valgono, con qualche accorgimento e qualche correzione, per molte cosiddette “realtà editoriali locali”.

1. A Treviso, nelle redazioni dei due quotidiani principali, il Gazzettino (che è anche il principale giornale del Veneto) e la Tribuna, i computer girano ancora con Windows 95 e quindi con le lentezze, le carenze e gli intoppi che chiunque può immaginare (molte macchine sono anche senza Word).
2. Editori e direttori, ma anche caporedattori e capocronisti, sono portati a pensare, soprattutto in giornali medio-piccoli, che internet sia una tentazione per i redattori e, alla fine, uno spreco di tempo. Non conoscono le potenzialità del mezzo, non sanno che può far risparmiare molto tempo (e soldi agli editori), oltre che migliorare molto la qualità del loro prodotto. Non sono in malafede, semplicemente sono ignoranti. Il problema è che l’ignoranza è diffusa e i socratici latitano: sono pochi quelli che sanno di non sapere, mentre sono molti i giornalisti per i quali il computer è soltanto una necessità alla quale adeguarsi, da subire e non da governare.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

02/09/2005 a 3:24 am

Pubblicato su Uncategorized

2 Risposte

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  1. Sono d’accordo sull’arretratezza tecnologica dei giornali (ti raccomando il sist editoriale e l’archivio foto qui all’Az.) pero’ onestamente dov’è questa grande differenza tra un’intervista via email e una via instant message? solo che l’instant message da una via di mezzo tra le risposte ponderate (e magari pallose) dell’intervista via email e quelle spontanee (e vai di anacoluti) dell’orale, mi pare…
    ps quando si manda un foto a Treviso puo essere solo in jpg.. se e all’interno di un .eml non puo’ essere usata…

    tommaso

    02/09/2005 at 10:51 am

  2. Mi sono spiegato male: io sono convinto che l’intervista migliore sia ancora quella fatta di persona, quella nella quale è possibile percepire anche le smorfie del viso di chi parla. Però, se ti serve una dichiarazione rapida (come serviva al giornalista del New York Times), possono essere più utili altri mezzi. L’instant-message è più veloce dell’e-mail, ma non è questo il punto, il punto è – nella media – l’arretratezza tecnologica dei giornali e dei mass media italiani. L’instant-message era soltanto uno dei tanti possibili esempi.

    Carlo Felice

    03/09/2005 at 3:09 am


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