Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Non avrai altro giornalista al di fuori di me: il caso Grillo

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Come ho già scritto in un altro blog, Beppe Grillo è tutto fuorché stupido o ingenuo, ma comincia a usare sempre più toni apocalittici che meglio si adattano a qualche predicatore degli Stati Uniti di George W. Bush piuttosto che a una persona intelligente come lui. A poco a poco sta scivolando nell’autocelebrazione e nell’autocompiacimento. Il successo del suo blog è indiscutibile ed ecco che Grillo è pronto a sottolinearlo, paragonandolo all’Unità (ancora un po’ sopra) e al Giornale (che sta già sotto). Elogiarsi e denigrare gli altri è poco elegante, ma passi, non abbiamo tutti lo stesso gusto. Poi lo scivolone: “Sono curioso di capire, quando saremo tutti on line, che lavoro andranno a fare questi giornalisti”. Lo stesso di adesso, caro Grillo: faranno i giornalisti, bene o male a seconda delle persone e dei momenti, come qualche alto e qualche basso può averlo anche lei.

A Grillo non è andato giù che in pochi sui giornali abbiano commentato la sua pagina contro Fazio. Stia tranquillo: può essere stato un errore di valutazione (è successo anche in altre occasioni), tuttavia tenga conto che se i giornali dovessero dedicare servizi a ogni pagina pubblicitaria un po’ originale avrebbero bisogno di una sezione apposita. Ma la confusione fra numero di contatti e credibilità, in modo tale da stabilire una relazione di proporzionalità diretta fra gli uni e l’altra, è una cosa che non mi aspettavo da chi si occupa anche di comunicazione e di internet: se fosse così, portando il paragone alle estreme conseguenze, alcuni dei siti più credibili dovrebbero essere siti di pornografia.

Non si sa poi da dove venga a Grillo (che per ora mette on-line un prodotto ben diverso da un quotidiano di informazione o di controinformazione, limitando la sua scelta a uno o due argomenti al giorno che possano colpire l’immaginario collettivo), non si sa da dove gli venga, dicevo, la convinzione che i padroni del vapore possono condizionare i mass-media “normali” ma non la Rete, dove ciò che conterebbe è solo la credibilità. Forse Grillo dimentica l’esempio cinese, per fare soltanto un esempio, dove Microsoft, Google e Yahoo! si sono in qualche modo piegati alla volontà del Governo di laggù pur di entrare in quel mercato.

La democrazia diretta, last but not the least. Grillo sostiene che su internet – e sul suo blog – sta nascendo la democrazia diretta e che la pagina pubblicata su Repubblica ne è un esempio. Ovviamente è un falso: la pagina pubblicata su Repubblica, che è stata preparata da Grillo e finanziata anche dai lettori del suo blog, non è un esempio di democrazia diretta. Per due motivi: innanzitutto i lettori hanno finanziato un prodotto già pronto e confezionato, così come alle elezioni votano il candidato e il programma scelto dai partiti, senza poter sostituire il candidato con un altro o poter modificare il programma; poi perché la pagina era firmata http://www.beppegrillo.it e non con i nomi dei lettori: nella pagina c’era già una mediazione – ossia quella del blog – fra coloro che hanno finanziato e firmato il messaggio e i destinatari di quel messaggio, ossia Fazio e il Governo.

Forse è meglio che qualcuno glielo dica: il primo dei dieci comandamenti del cristianesimo non è ancora stato modificato e non è ancora diventato: “Non avrai altro giornalista al di fuori di me”. Detto questo, vado a leggermi il suo blog: mantenendo il necessario occhio critico è davvero un buon luogo nel quale sostare per un po’.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

04/09/2005 a 7:28 pm

Pubblicato su Uncategorized

11 Risposte

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  1. Buonasera Carlo, ottimo e pienamente daccordo, volevamo chiederti il permesso di pubblicare questo post su Tocque-Ville con relativi link al tuo blog ovviamente, sarebbe bello inoltre sapere il tuo parere di esperto di deontologia in relazione a questa notizia http://www.otimaster.com/dblog/articolo.asp?articolo=436, restiamo in attesa di tue nuove.
    Ciao

    Otimaster

    04/09/2005 at 8:48 pm

  2. Caro Carlo, quando la gente, Grillo in questo caso, fa di tutta un erba un fascio da fastidio. Credo che la notizia, questa volta, sia stata ignorata più per la difficoltà di non prendere un posizione richiamandola e per la concomitanza di altre notizie di enorme rilievo, Katrina per tutte.
    Ho scritto diverse impressioni sul mio blog e non sto qui a ripetermi.
    Ma dici che abbiamo gli stessi diritti civili e libertà di opinione dei cinesi?
    Un saluto

    Aghenor

    04/09/2005 at 9:06 pm

  3. Il caso Cina voleva essere soltanto un esempio per dimostrare che anche la Rete non è libera da condizionamenti, non voleva essere minimamente un’analisi delle differenze fra il cosiddetto Mondo Occidentale (formato da tanti piccoli mondi) e l’Oriente.
    Per il resto andrò a leggere i tuoi post. Ciao

    Carlo Felice

    04/09/2005 at 9:29 pm

  4. mi fai pena… ah.. l’invidia, che cosa brutta…..
    volli, volli, volli, fortissimamente volli?
    e tu, con questa faccia di definisci un giornalista?

    sashasnow

    04/09/2005 at 10:39 pm

  5. ciao carlo,
    non sono del tutto d’accordo con quanto dici. Le comparazioni stastistiche presenti sul sito di Grillo sono in fin dei conti comparazioni fra due’testate’ in un periodo ‘x’ di tempo e quindi curiose se non altro da osservare. Sulla credibilità sono d’accordo con te mentre sul numero di contatti bisogna in effetti ammettere che qualcosa il comico genovese ha fatto. E’ vero che ce l’ha a morte con i (con certi) giornalisti e non aver paura: anche lui sa che chi possiede i mezzi di comunicazione o può influenzarli, chi è egemone, influenza anche la Rete e prima o poi arriverà anche al suo blog. Per questo forse conduce queste battaglie un po’ populiste, un po’ satiriche, un po’ autoincensanti: per parare il colpo. In fin dei conti ciò che ha fatto su Repubblica non è molto lontano da ciò che ogni tanto fa Panto quando compra intere pagine o l’innamorato di turno pentito di aver lasciato la sua bella. Solo io credo più a Grillo ed all’innamorato.
    Circa il discorso sulla democrazia diretta: anche qui sono d’accordo con te sulla teoria: nella pratica chi ha versato i soldi lo ha fatto sapendo a chi li dava e sapendo quale viso avrebbe interpretato il desiderio comune di tutti i ‘paganti’. Questo vale anche per la seconda delle tue osservazioni: non mi stupirei se i collaboratori di Grillo in questi giorni fossero già al lavoro per mettere on line i nomi dei sottoscrittori (sai, in un’unica pagina cartacea è un po’ difficile).
    Concludendo ciò che voglio dire è che tu rischi di buttare via l’acqua con il frugoletto: Grillo, l’hai detto tu stesso, è persona intelligente. Se ravana un po’ nella melma culturale, economica e politica di questo Paese, lasciamolo fare: ad esempio quando venne sentito dai magistrati perché aveva intuito il crack Parmalat beh…aveva operato come un giornalista, o no? Non so se tu abbia assistito al suo spettacolo. Una cosa mi ha colpito, l’attività di ricerca. Quello che nei manuali universitari va sotto il nome di giornalismo investigativo. E per me la ricerca e tutte le sue manifestazioni (anche le pagine acquistate su Repubblica) prima o poi premiano. E vanno premiate.

    fioi.tv

    04/09/2005 at 10:39 pm

  6. la mia impressione e’ che il post di grillo di oggi fotografi bene (sara’ perche’ tratta un argomento che un po’ conosco) una certa sua tendenza alla grossolanita’ dei concetti espressi. La voglia di estrema sintesi ed impatto su quel blog da un lato impedisce qualsiasi gradazione dei punti di vista (lo avete notato, grillo mostra sempre e solo posizioni assolute e nette) dall’altra lascia spazio al dubbio che forse “poco argomentare” possa anche significare “poco conoscere”. Allora temo che se cio’ che ci interessa e’ capire davvero come cambia il giornalismo nell’impatto con la rete ci dovremo rivolgere altrove. Nello stesso tempo – e qui il valore positivo di quel blog – si tratta di una tematica complessa della cui esistenza molti lettori da quelle parti avranno letto certamente oggi per la prima volta.

  7. Grillo farebbe “giornalismo investigativo”? Non mi sembra: Grillo è un gran furbo e un gran qualunquista, oltre che un discreto sparatore di frescacce. Non credo che questo paese abbia bisogno di telepredicatori o blogpredicatori, basterebbe che ci fosse un po’ di gente seria.

    Carlo

    05/09/2005 at 12:46 am

  8. Egvegio signor Cavlo Felice della Pasqua, mi pevmetta di concovdave pienamente con le sue affevmazioni. Come può un comico (tale è il mestieve del signov Beppe Gvillo), denigvave in tal modo mettendo in dubbio l’utilità dell’inteva categovia di un’onesta e rispettata pvofessione estvemamente fondamentale pev la salute democvatica e il progvesso del Paese?
    Non è fovse gvazie all’indomito spivito di anonimi pvofessionisti che lavorando nell’ombva (negli ultimi venticinque anni sopvattutto) sono viusciti ad arrivave a salvare il Paese da:
    _ catastvofi finanziavie quali Pavmalat e Cirio, gvazie alla competenza, lungimiranza, abilità del nostvo giovnalismo finanziario
    _ deficit enevgetico, povtando alla luce le innumerevoli tecniche di pvoduzione di enevgia di ogni tipo, occultate dalle covpovazioni pvetvolifere e da altvi gvossi interessi, e pevmettendone, anzi facendone gevmogliare il libevo sviluppo.
    _ confusione fva accusatovi e accusati: soltanto gvazie alla insaziabile documentazione dei giovnalisti, e la verifica concveta delle fonti si è evitato che le menzogne avessevo pveso il sopvavvento su sentenze, prove cocvete, fatti. Ve lo sarete potuto immaginave voi, dei condannati pev mafia ed evasione fiscale, accusave i magistvati di ideologizzazione? Questo savebbe potuto succedeve!
    _ … e da ultimo, ma non dimentichiamolo, impovtantissimo: la tvasvevsalità, al di là della pvopvio cvedo politico, della religione, ma anche del pvoprio orientamento culturale, nel respingeve e denunciave a alta voce gli attacchi alla televisione pubblica evitando censure e politicizzazioni, e gli sfovzi per gavantive che le televisioni pvivate nazionali siano in concovvenza e in regime di libevo mevcato (senza una costante attenzione e discussione povtata avanti dalla categovia, ci savemmo potuti tvovave in possibili situazioni che avrebbero avuto dell’orwelliano: immaginate politici arrivave a controllare canali televisivi, anche indirettamente, o telegiovnali asserviti completamente acriticamente a un qualsiasi poteve, e i rischi diretti per la democvazia…)
    Potvei andave avanti a lungo, ma pvefevisco fevmavmi, il signov Gvillo avrà di che rifletteve.
    Ma chi si cvede di esseve questo Gvillo? Ha qualcosa da insegnave a chi ha fatto della sua vita un pvocesso di ricevca della verità?
    Vorrebbe fovse insegnavci che chiunque può diventave un giovnalista pev se stesso e che non esistano eletti alla missione?
    Ossequi
    Sferzanti CarCarlo Tessera ordine giornalisti n.99999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999

    gigio

    05/09/2005 at 2:24 am

  9. insomma: Grillo si è inventato un lavoro. E’ vero, possiamo definirlo blogpredicatore ma perché seguire sempre l’italico costume di denigrare chi lascia il sentiero noto per nuove strade? Carlo scrive più sopra ” Grillo è
    un gran furbo e un gran qualunquista, oltre che un discreto sparatore di frescacce. Non credo che questo paese abbia bisogno di telepredicatori o blogpredicatori, basterebbe che ci fosse un po’ di gente seria” . Continuo a sostenere che non è solo importante il ‘come’ uno opera ma il ‘cosa’ produce, scuote, rompe, infrange, stimola. Eddai, sii (anche) un po’ Franti, ogni tanto, Carlo.

    fioi.tv

    05/09/2005 at 9:43 am

  10. Per quanto ormai sia parte attiva della vita di ognuno… o quasi (è più probabile che i miei genitori o nonni leggano un quotidiano anzichè navigare nella rete), internet è un cantiere ancora aperto, in continua evoluzione e crescita, talmente vasto da rendere improponibile, per ora, parlare di confini o paletti. Se partiamo da questa considerazione, forse regge anche l’idea che in rete esista una forma di “democrazia diretta”… che rischia però di essere annacquata dalla stessa dispersione (a-spaziale) di cui sopra. Non credo sia ancora il momento (e forse non arriverà mai) di paragonare l’immensità della rete con le 20 o 50 pagine di un giornale, dove ogni giorno viene rappresentata una porzione più o meno interessante del mondo. In quanto a condizionamenti ecc, citando il caso della Cina, Carlo ha evidenziato come anche Achille abbia il proprio punto debole, solo che per ora non è stato individuato chiaramente… oppure non si sa come colpirlo. Non dimentichiamo che la rete è si un fenomenale mezzo di informazione e se vogliamo di libertà, ma nella rete ogni giorno si consumano crimini, furti e altro ancora, difficili da scoprire e quasi impossibili da prevenire, commessi da chi possiede abilità e capacità (potere), quindi è più forte. Sono forse questi i pregi di questa democrazia?

    Ema

    05/09/2005 at 3:31 pm

  11. Grillo dice da sempre di ragionare con la propria testa e di soppesare quello che tutti dicono, lui compreso.. se poi c’è chi gli da retta qualsiasi cosa dica… inizia ad entrare il paradosso!
    Comunque il suo blog ha il vantaggio di creare nei lettori voglia di darsi da fare per capire e cercare di cambiare le cose. Spesso non sono d’accordo con quello che dice, ma è sempre un ottimo spunto per ragionare sulle cose che non vanno…

    Ilnojoso

    13/09/2005 at 9:13 am


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