Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Il paradosso giornalistico di Fermat

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Il 22 agosto lo scrissero quasi tutti: Repubblica e Corriere della Sera, tanto per cominciare e per restare agli articoli che ho trovato on-line. Poi non ho trovato più traccia della dimostrazione in forma semplificata del famoso ultimo teorema di Fermat da parte del matematico russo Aleksandr Ilin (il Corriere non ha neppure corretto quella frase iniziale in cui si fa credere che il teorema non è mai stato dimostrato: Andrew Wiles ringrazia). Forse tutti stanno ad aspettare i due anni entro i quali il ragionamento deve rimanere senza confutazioni per poter essere accolto dalla comunità scientifica come una nuova prova che il matematico francese aveva ragione.

Il mio, ovviamente e purtroppo, è ottimismo allo stato puro. La storia della cosiddetta dimostrazione di Ilin dell’ultimo teorema di Fermat è soltanto uno dei tanti casi nei quali il giornalismo si riduce a riproduzione (con qualche elaborazione) di comunicati stampa. Qualcuno ha rilanciato un articolo comparso su un giornale russo e tutti si sono lanciati sulla notizia. Di controlli, però, nemmeno l’ombra, neppure da parte dei redattori specializzati della principale agenzia italiana, l’Ansa, e dei due maggiori quotidiani nazionali, Corriere e Repubblica. Eppure sarebbe bastata qualche verifica per scoprire, subito o qualche giorno dopo, che le confutazioni sono già arrivate: per esempio da una matematica russa nei commenti a questo post sul blog della Fondazione Elia Spallanzani oppure, meglio ancora, dal tenutario, come si usa dire, di un blog dedicato proprio all’ultimo teorema di Fermat, un californiano con il quale ho dialogato per due giorni e che, alla fine, ha scritto questo post.

Quella che avete letto nel paragrafo precedente, a guardarla bene, sarebbe stata un’altra notizia, ma per averla sarebbe stato necessario avere pazienza e perdere un po’ di tempo in più rispetto a quello necessario per copiare e incollare un lancio di agenzia. E oggi, con tutto il rispetto per coloro che ancora si dedicano alla nobile arte del giornalismo, stampa e televisione hanno sempre meno tempo per gli approfondimenti e le inchieste (grazie anche a direttori che pretendono sempre più titoli a effetto e sempre meno notizie vere e verificate). Lo so, è sempre il solito discorso, ma il fatto che sia vecchio non significa che sia falso. Il paradosso, giornalisticamente parlando, è che qualche volta i mass media rinunciano anche ad avere notizie interessanti se queste notizie richiedono troppo tempo per essere trovate (paradosso che solitamente è verificabile in quantità inversamente proporzionale alla diffusione del giornale o agli ascolti della televisione).

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

13/09/2005 a 5:48 pm

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