Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Alcune overdosi sono più uguali delle altre

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Scrivono molti mezzi di informazione online che è stata “avviata un’istruttoria preliminare dal garante per la privacy per la valutare il comportamento tenuto dai media riguardo alla vicenda Elkann. Ad annunciarlo una nota dell’organismo di garanzia. L’istruttoria punta a verificare se ci siano stati eccessi nell’esercizio del diritto-dovere di informare su fatti di interesse pubblico”.
Mi pare non ci sia dubbio: il decreto legislativo 30 giugno 2003 numero 196, meglio conosciuto come “Codice in materia di protezione dei dati personali” è stato ripetutamente scavalcato in questi giorni. Sono state violate soprattutto alcune norme dell’allegato A.1, quello che riguarda il “trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica”. Non sono un fautore della repressione a ogni costo, ma credo che vi siano regole da fissare e rispettare quando vi sono almeno due persone che possono reciprocamente influire uno sulla vita dell’altro. Per questo mi auguro che, giusto o sbagliato che sia, il codice che deve far rispettare il Garante della privacy venga applicato con più frequenza anche a casi che faranno meno clamore dell’overdose di cocaina ed eroina di Lapo Elkann.

Quando sono state “rubate” alcune foto di parenti in ospedale è stato violato l’articolo 3 dell’allegato sui giornalisti (“La tutela del domicilio e degli altri luoghi di privata dimora si estende ai luoghi di cura, detenzione o riabilitazione, nel rispetto delle norme di legge e dell’uso corretto di tecniche invasive”), ma poi sono stati violati pure l’articolo 5 (“Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine razziale ed etnica, convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, opinioni politiche, adesioni a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonchè dati atti a rivelare le condizioni di salute e la sfera sessuale, il giornalista garantisce il diritto all’informazione su fatti di interesse pubblico, nel rispetto dell’essenzialità dell’informazione, evitando riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti”), visto che l’essenzialità dell’informazione sulle condizioni di salute e la sfera sessuale non è stata rispettata, e l’articolo 6 (“La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica”).

I giornalisti si difenderanno e invocheranno il diritto di cronaca in relazione a un personaggio pubblico come è un manager della Fiat e un rampollo di casa Agnelli. Vedremo come finirà. Perché, se è vero che il linguaggio usato è stato spesso ossequioso del potere della famiglia torinese (con Kate Moss ricordo ben altri articoli), è altrettanto vero che i giornalisti hanno comunque raccontato tanti, forse troppi dettagli, forse molti inutili per la comprensione di ciò che è accaduto. La concorrenza a volte è pericolosa, soprattutto quando uno ci tiene anche alla deontologia.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

13/10/2005 a 7:23 pm

Pubblicato su Uncategorized

Una Risposta

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  1. I agree with you!

    claudia

    13/10/2005 at 11:49 pm


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