Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Un giornalista modello e una questione di metodo

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simul veritas pluribus modis infracta, primum inscitia rei publicae ut alienae, mox libidine adsentandi aut rursus odio adversus dominantis: ita neutris cura posteritatis inter infensos vel obnoxios. sed ambitionem scriptoris facile averseris, obtrectatio et livor pronis auribus accipiuntur; quippe adulationi foedum crimen servitutis, malignitati falsa species libertatis inest
– Cornelius Tacitus, Historiae –

(Da allora mille sono stati i modi di calpestare la verità: prima il disinteresse per la realtà politica, come cosa estranea; poi la corsa all’adulazione e, per converso, l’odio verso i dominatori. Nei due casi, tra avversione e servilismo, l’indifferenza verso i posteri. Ma è facile rifiutare la cortigianeria di uno storico, mentre la calunnia prodotta dall’astio trova orecchie ben disposte: perché l’adulazione implica la pesante taccia di servilismo, nella maldicenza, invece, si profila un falso aspetto di libertà)

Davanti a molti falsi esempi di contropotere che esistono nel mondo giornalistico (in Italia ma anche fuori d’Italia), secondo i quali il giornalista, per essere veramente watchdog, cane da guardia, deve necessariamente dire il contrario di ciò che dice il potere, le parole di Tacito, scritte quasi duemila anni fa, restano più che mai di attualità. Spesso scambiamo il polemista per un giornalista (e anch’io ci sono cascato e probabilmente ci casco tuttora, non lo nego), senza renderci conto che è soltanto una questione di metodo: il polemista parte dal presupposto che chi sta al potere abbia torto; il giornalista "watchdog", come lo storico di Tacito, deve partire dal presupposto che chi sta al potere può aver torto. L’avversione verso chi comanda è al di fuori dello spazio del giornalismo.

P.s. Vedo che Beppe Grillo, ovviamente senza conoscere quello che c’era scritto nel mio post di un mese fa, su un punto mi dà ragione. Scrive Grillo: "Leggo sui media che questo è un blog di contro informazione, l’ho detto anch’io qualche volta,
ma questa parola non mi piace più.
La contro informazione la fanno loro, i buoni vecchi media, con in prima fila le televisioni.
Io e voi, con i vostri interventi, facciamo informazione, o almeno ci proviamo." Con Grillo, ovviamente senza che lui lo sappia, abbiamo opinioni qualche volta diverse su che cosa sia informazione, sul contenuto da dare alla parola "informazione", ma vedo che sulla questione di metodo – adesso – la pensiamo nello stesso modo.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

16/10/2005 a 10:32 am

Pubblicato su Uncategorized

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