Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Gazzettino, chi seguirà le parole di Riello?

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Il caso del Gazzettino continua a tener banco nel dibattito editoriale e sono convinto che, se non si trattasse di un giornale di una regione studiata come protagonista di un modello di sviluppo (più o meno positivo) ma non come protagonista del dibattito su quel modello di sviluppo, se ne parlerebbe molto più ampiamente sulla stampa, visti gli interessi in gioco (ora si parla di trattative per un accordo fra Gazzettino, Stampa e Athesis, società editrice dell’Arena di Verona e del Giornale di Vicenza, oltre che controllante della Edizioni Brescia spa, casa editrice di Brescia Oggi). Dopo l’intervento di Andrea Riello sui giornali veneti di sabato (soltanto il Gazzettino non l’ha pubblicato, anche se Riello ha tenuto a specificare di averglielo comunque inviato), ieri sul Corriere del Veneto è stata la volta di Michelangelo “Mike” Bellinetti, giornalista dell’Arena di Verona intervenuto nella veste di membro dell’Esecutivo nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Caro direttore, ha ragione Andrea Riello, presidente della Confindustria Veneta, a porre all’ordine del giorno delle questioni più urgenti la questione del Gazzettino. Oggi il sistema occidentale poggia su due elementi sostanziali: la finanza e la comunicazione. Noi, veneti, in questo sistema ci siamo dentro e, pena la sconfitta, non possiamo esimerci dal confrontarci con i nodi del sistema. Qualche tempo fa Riello ha toccato il problema delle banche sostenendo che la globalizzazione non può significare l’azzeramento della localizzazione bancaria. Sulla medesima metrica ora affronta la questione del Gazzettino e chiama a maggiori consapevolezze «produttori» e anche, dice testualmente, «chi ha orecchie per intendere, intenda». Bene.
La vicenda del Gazzettino non è nata ieri. Oggi il quotidiano veneto sta vivendo il precipitato di una situazione vecchia di anni dove le miopie, i personalismi, i conflitti e gli abbandoni hanno punteggiato la storia recente del giornale. E tutto ciò è accaduto – bisogna dirlo chiaro e forte – nel silenzio complice del sistema.
Gli unici che da anni gridano in tutti i modi possibili e leciti la scandalosa realtà nella quale è caduto il Gazzettino sono i giornalisti. In tutte le sedi, con ogni mezzo, compreso quello dello sciopero, i giornalisti conducono una battaglia solitaria perché al Veneto e ai veneti venga mantenuta una delle voci storiche più accreditate del territorio.
C’è da chiedersi: perché questo lungo silenzio attorno al Gazzettino? E poi: perché soltanto ora l’intervento del presidente della Confindustria veneta? In fin dei conti gli azionisti della società editoriale del quotidiano veneziano non sono «produttori» e industriali veneti?
Gli interrogativi non sono inutili poiché è dalle conseguenti risposte che si possono capire le ragioni per le quali il Gazzettino si trova nelle condizioni in cui si trova.
Riello disegna nel suo intervento un orizzonte vasto e moderno, degno di grande attenzione. Dice che il Nord Est non ha bisogno solo di un grande sistema finanziario ma anche di una grande forza di comunicazione. Bene. Andrea Riello ha capito perfettamente quale pane oggi bisogna mangiare per poter crescere. Ma la domanda è questa: quanti «produttori» veneti sono in grado oggi di comprendere tale realtà e di muoversi dentro tale logica? Se per la gestione del solo Gazzettino i risultati dell’impegno imprenditoriale veneto sono quelli che stanno sotto gli occhi di tutti, temo che Andrea Riello sia condannato, nella migliore delle ipotesi, alla medesima solitudine nella quale si trovano ormai da anni i giornalisti che si battono senza paura per la salvezza del Gazzettino.
Per fare gli editori non basta essere bravi imprenditori. L’editoria è una strana impresa che non ha acquirenti ma lettori e che lavora su una materia prima del tutto singolare: i fatti che sono imprevedibili e le idee che per la maggior parte appartengono ai giornalisti. Perciò per essere buoni editori bisogna essere sì bravi imprenditori ma soprattutto avere la consapevolezza del proprio ruolo civile. E qui il discorso si amplia toccando problematiche sociali che investono cultura, responsabilità, scelte politiche.
Ma al di là di questo, l’intervento di Andrea Riello è degno di grande attenzione. Forse oggi assistiamo all’apertura di una nuova fase di riflessione e a un nuovo confronto. Parliamone a voce alta.

Michelangelo Bellinetti
Esecutivo Nazionale
Ordine dei Giornalisti

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

31/10/2005 a 2:08 am

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