Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Archive for dicembre 2005

Il ritorno di Schienadritta

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A proposito: visto che in un paio di occasioni mi ero chiesto che fine avesse fatto Schienadritta, il blog di alcuni giornalisti della Rai, ammetto che ero stato un po’ troppo scettico: da ottobre il blog era stato aggiornato periodicamente e anche con notizie interessanti su ciò che accadeva in Rai, ma dal 25 novembre è tornato a essere muto. Quella di prima potevo prenderla come una pausa lunghetta per le vacanze estive e nulla più, c’è qualcuno che sa perché adesso sono ancora fermi? Problemi interni al gruppo di autori o problemi interni alla Rai?

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

23/12/2005 at 10:09 am

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Con il massimo rispetto, dissento

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Mi sono letto l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giampiero Fiorani e altri pubblicata da Repubblica.it (se volete leggerla cliccate qui e qui) e mi sono letto con attenzione anche le ultime due pagine, quelle dedicate alle esigenze cautelari, disciplinate dall’articolo 274 del codice di procedura penale. Secondo Clementina Forleo, il giudice delle indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza, esistono sia il pericolo di inquinamento delle prove, sia quello di fuga sia quello di iterazione del reato. Con il dovuto rispetto nei confronti di chi sa più di me di diritto, mi permetto di dissentire, almeno sulla base di quello che c’è scritto nelle oltre 50 pagine precedenti. I reati contestati sono sicuramente gravi, quasi altrettanto sicuramente esistevano sistemi alternativi alla detenzione per continuare le indagini in tutta sicurezza. A meno che, ma lo escluderei in partenza, visto che è contrario alla nostra civiltà giuridica, non si consideri l’arresto come un mezzo di coercizione per far confessare più facilmente le persone indagate.

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Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

18/12/2005 at 5:48 pm

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Si fa presto a dire censura (Scaccia e Grillo)

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È una parola che spaventa, censura, è una parola che copre d’infamia l’accusato, per questo la usano in tanti quando hanno poco da dire. Basta un «mi hanno censurato perché quello che volevo dire era scomodo» e tutti sono pronti a dar pacche sulle spalle alla presunta vittima. Già, presunta. Non perché la censura non esista – pur rimanendo in Italia ne abbiamo vari esempi, vicini e lontani – ma perché la censura è una cosa seria. Se sono il direttore di un giornale e qualche giornalista in un articolo scrive una bestemmia o scrive che il tale è un ladro (magari senza che sia stato condannato, anche se per la maggior parte della giurisprudenza la condanna o meno per furto non è una discriminante), io taglio quella frase, ma non commetto alcuna censura. Se nello stesso articolo il consigliere comunale Tizio critica l’assessore Caio e io tolgo quella frase perché sono amico di Caio, allora ho commesso una censura.

Eppure c’è ancora chi sembra non aver colto la differenza fra i due comportamenti. Pino Scaccia, per esempio, inviato della Rai e celebre nella blogosfera per la Torre di Babele e Blogfriends, è stato al centro di un piccolo caso nei giorni scorsi per aver tolto una frase da un post di uno degli ospiti della Torre di Babele. Se avete la pazienza di cercare, scoprirete che si trattava di un attacco alla Chiesa cattolica, con parole anche pesanti, che non c’entrava con tutto il resto del discorso. Pino ha tolto quella frase offensiva e – detto fra noi – così ha fatto anche del buon editing, ma è stato accusato di censura, e non solo dall’autore.

Ma censura di più Pino Scaccia o Beppe Grillo?

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Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

08/12/2005 at 3:17 pm

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