Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

I paraocchi da eliminare e la vera modernità

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Lentamente lentamente qualcuno si sta svegliando anche in Italia. All’inizio era soltanto il gruppo Espresso che, attraverso Kataweb, aveva dato vita a blog di giornalisti che in parte compaiono ora anche nella home page di Repubblica.it. Qualche mese fa, sul sito di Radio Radicale, Diego Galli aveva creato Fai Notizia, blog nato come esempio di giornalismo partecipativo (citizen journalism), che Galli ha rilanciato con una mail inviata poche ore fa e mettendo di nuovo in testa il "post programmatico" del 19 luglio. La settimana scorsa – ricordate?  – ho scritto dell’esperimento di blog dei giornalisti della Provincia Pavese. Ieri su Europa  Mario Adinolfi (rivendicando a Europa una primogenitura non spiegata) ha commentato l’accordo fra Blogo.it e Metro in un articolo intitolato "Se il nanopublisher incontra il quotidiano".

Ho dimenticato sicuramente più di qualche altra gemma che potrebbe far sbocciare fiori con petali formati da blog e giornalismo tradizionale. Segno che anche in Italia qualcosa si sta muovendo, segno che forse comincia a esserci sempre più spazio per l’editoria online e per i blog. Segno che, nel giro di un anno o due, potremo forse cominciare a vedere chi ha deciso di restare al passo con i tempi e chi invece non è riuscito a guardare al di là del proprio naso; vedremo chi, fra i giornalisti e fra gli editori, cerca di andare avanti senza paraocchi. Chi riuscirà a essere moderno, insomma, dove modernità non significa libertà di fare ciò che si vuole, senza controlli e regole, significa fare i giornalisti come un tempo con strumenti sempre più aggiornati e su mezzi di comunicazione in continua evoluzione.

Se il nanopublisher incontra il quotidiano

di MARIO ADINOLFI                                            

Precursori
Diciamolo in  premessa, i precursori siamo stati noi qui su Europa: primi celebranti del  matrimonio tra blog e quotidiano cartaceo, che ha prodotto lo sprigionarsi di  energie positive, per tutti.
Ora questo esempio viene raccolto altrove ed è  un bene. L’esempio più interessante ci arriva dal quotidiano free press  Metro (sia detto per inciso, la realtà del free press sembra essere  decisamente quella creativamente più attiva, nel contesto piuttosto  statico della carta stampata in Italia). Il giornale che viene  distribuito ogni giorno gratuitamente nelle principali città italiane ha  stabilito una partnership con un editore del settore nanopublishing (per  chi non ha confidenza con le gergalità della rete, si tratta di un  microeditore di blog tematici e specializzati). Metro ha incontrato così i  ragazzi di Blogo.it (www.blogo.it), che nello specificano editano  ventisette blog tematici che attirano un paio di milioni di visitatori al  mese, ed ora sono nati due nuovi blog. Uno per Milano (www.02blog.it) e uno per Roma (www.06blog.it) che racconteranno la vita  urbana di queste metropoli proprio in osmosi con il quotidiano free press  cartaceo. 

Benefici per tutti
Risultato finale? Benefici  per tutti. Per il nanopublisher (nello specifico, Marco Magnocavallo, editore  di Blogo.it) e per l’editore di quotidiano free press cartaceo (Edizioni  Metro, filiale italiana di un gruppo svedese con l’occhio lungo): il primo  ottiene una visibilità insperata nell’ambito di un ambiente non abituale  per i blogger, il secondo incassa una chiave che può aprire le  cassaforti degli investimenti pubblicitari sull’on line, che crescono  di anno in anno. Cresce il fatturato, crescono i lettori, si  contaminano gli stili. E così restano serviti i teorici della carta «che è  sempre più forte del web», così come i fanatici secondo cui nel 2043 non  usciranno più quotidiani cartacei perché tutta l’informazione sarà fornita in  formato elettronico.
Non è vero. Vince la contaminazione, vince la  crossmedialità, vince l’iper-convergenza tra mezzi di comunicazione che,  paradosso dei paradossi, fino ad oggi hanno avuto grandi difficoltà nel  comunicare tra loro.

06blog.it
Leggiamo qualche  articolo-post tratto dal neonato blog tematico su Roma (www.06blog.it): «A Roma piove. E la città si  trasforma di nuovo nella Grande Piscina. Strade allagate ovunque,  traffico in crash, e linea A della metro bloccata per ore. Alberi  che cadono, gente che si salva per miracolo. Sì, certo, ieri piove  tanto, 50 millimetri in un’ora, ma il copione rimane sempre lo stesso, se  non proprio tragico, sicuramente imbarazzante. Nemmeno ai vigili del fuoco  regge il centralino, e fra un intervento e l’altro devono addirittura  soccorrere degli autisti bloccati in sottopassaggi allagati. Eccetera,  eccetera. Quello che mi rimane ancora da capire è se le cose possano andare  diversamente, o se siamo condannati a vivere come in Waterworld ogni volta  che fa due gocce d’acqua». Oppure questo foto-post con un’immagina  dell’immondizia attorno e dentro il Pantheon: «Pantheon, cuore di Roma. Un  luogo che incuriosisce e che attira a sé visitatori da ogni parte del mondo.  Evidentemente però qualcuno pensa che non si meriti di rimanere pulito, o che  sia più carino così. Chissà, magari in quella zona, oltre alla leggenda  urbana che dentro il Pantheon non piove mai, credono anche che la monnezza  sparisca magicamente da sé».

02blog.it
E dal blog su Milano (www.02blog.it): «Forse  non ci sarà un Teatro Fallaci, ma sembra che si prospetti per Milano  una Via Oriana Fallaci.
Non si arriverà probabilmente all’intitolazione del  Teatro degli Arcimboldi, perchè, come dicevamo la Fallaci non è  rappresentativa di Milano ed inoltre è un po’ troppo schierata perché le  venga dedicata un’istituzione di tutti i milanesi. Invece, pare si stia per  aggiudicare una via di una ‘zona significativa’ di Milano.
Ieri Armando  Vagliati, consigliere comunale di Forza Italia, ha avanzato la proposta di  una Via Fallaci; proposta che non ha incontrato resistenze particolari  nemmeno dal centrosinistra.
Ma sbaglio o per intitolare una via a qualcuno  devono passare 10 anni dalla sua scomparsa?». Notizia, mescolata ad  opinione.
Tratto caratteristico della comunicazione via blog. Altra  forma di contaminazione, di saper mescolare: è il tratto vincente delle forme di  informazione che verranno.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

28/09/2006 a 2:51 am

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