Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Archive for agosto 2007

Un wiki per tenere aggiornate (e corrette) le notizie online

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Amy Gahran su E-media Tidbits (cross-post su Contentious) fa un’interessante analisi sugli errori dei giornali (inevitabili, anche per i migliori) e sui sistemi per correggerli e per tenere aggiornate le notizie negli archivi online, in modo da evitare che i lettori trovino e usino senza saperlo informazioni superate (la questione era stata affrontata di recente anche da Clark Hoyt, public editor del New York Times). La Gahran propone un wiki per le correzioni (moderato, non aperto direttamente a ogni contributo). Una delle obiezioni maggiori di qualcuno (e lascio apposta indefinita la definizione di "qualcuno") è sempre piuttosto rozza, ma efficace in  una parte del mondo degli affari: che cosa ci guadagno nell’investire soldi perfino nel correggere per i posteri le notizie sbagliate? Ecco, la Grahan ha una risposta per costoro:

Journalism isn’t just like any other business. We have an obligation to accuracy — and not just today’s accuracy.

One of the great treasures of news organizations is their role as keepers of the past. They provide continuity and context for communities. That, in large measure, is why so many people trust mainstream news organizations. Trust is, after all, the foundation of the news business model. It seems to me that refusing to correct or update the historical record directly undermines that trust — and thus, the news business.

La proposta pare interessante, anche se ora si tratterà di passare dalla fase teorica a quella del progetto e da quella del progetto a quella dell’applicazione.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

31/08/2007 at 9:56 am

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Un giorno tutto questo sarà vostro, giovani lettori

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Sarò pessimista, però più vado avanti con gli anni e più guardo la media del panorama editoriale italiano (tv, giornali, radio, internet e ogni possibile altro mezzo di comunicazione di massa), più sono sconfortato. Avranno ragione loro, gli editori italiani, a investire ancora poche risorse su internet (poche risorse quando va bene): loro conoscono il proprio mestiere meglio di me. Sarà così, ma io continuo a pensare che nel complesso siano piuttosto miopi.

Per questo non posso non segnalarvi un post di Mario Tedeschini Lalli, in cui si parla degli accordi fra Washington Post e Cbs News da una parte e fra  New York Times e  Nbc News dall’altra. Un post dal quale copio un passaggio da tenere a mente:

da dieci anni, almeno, chi fa giornalismo online è andato predicando che non c’è più distinzione reale di “mezzi” e che dove la “notizia” fa premio, quotidiani e televisioni sono sullo stesso piano. Si è detto che non valeva più il sistema di equazioni teorizzato negli anni ‘80 da editori e direttori (alla televisione le “notizie”, ai quotidiani il c.d. “approfondimento). Il campo è livellato: se si vuole chiunque può fare concorrenza a chiunque sulle notizie. Purché lo si voglia (e ci si organizzi e si investa di conseguenza)

Un giorno, quando saremo vecchietti che dissertano delle solite cose davanti al caminetto, guarderemo i lettori molto più giovani di noi, e diremo loro: «Sapete, quando noi parlavamo di un futuro simile a questo, c’erano giornalisti ed editori che pensavano che noi fossimo visionari senza il senso della realtà». I giovani ci guarderanno, ci ascolteranno pazienti per qualche minuto e poi torneranno increduil al loro mondo e ai loro computer (sempre che ci siano ancora computer simili a quello con il quale sto scrivendo).

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

30/08/2007 at 12:22 am

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La questione deontologica e il mio sogno

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All’Explorer, settimanale dell’Arizona, un giornalista (o una giornalista) ha perso il posto perché aveva copiato un proprio articolo scritto per una lezione di giornalismo. È vero che l’articolo era poco aggiornato, ma è anche vero che non era un’esclusiva sul candidato dei Repubblicani alla Casa Bianca, parlava di una sorta di albergo per animali domestici.
Il Guardian si è scusato pubblicamente per non aver citato un giornale che ha sede a Mosca come fonte per tre paragrafi sull’oligarchia russa (e "Regret the Error", il blog dal quale ho appreso la notizia, si chiede se sia stata avviata qualche azione disciplinare).
"Everyday Ethics" risolleva il problema dell’esattezza delle citazioni attribuite a qualcuno, problema del quale si è già occupata, anche di recente, Deborah Howell, ombudsman dell’Washington Post.

In  Italia sto ancora aspettando di vedere quali provvedimenti disciplinari prenderà l’Ordine dei giornalisti a proposito di un caso di finta informazione in vendita (e in qualche caso comprata?) del quale ho letto per la prima volta venti giorni fa su "Piovono Rane" di Alessandro Gilioli.
Mi piacerebbe davvero che da noi si cominciasse un dibattito sull’Ordine dei giornalisti e la deontologia. Un dibattito vero, senza preconcetti però, senza gente che parla per partito preso, perché a tutti i costi deve attaccare l’Ordine o perché a tutti i costi deve difenderlo. Un sogno?

AGGIORNAMENTO DEL 27 AGOSTO. A proposito, avevo dimenticato di dire che ho inviato una segnalazione agli Ordini dei giornalisti del Lazio, della Lombardia e del Veneto, informandoli di quanto riportato su "Piovono Rane" e altri blog.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

22/08/2007 at 10:55 am

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Predicare bene e razzolare male. Anzi peggio

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Il professor Michael Skube (che è stato premio Pulitzer nel 1989) sul Los Angeles Times se la prende anche con John Marshall di Talking Points Memo, parlando fra l’altro della blogosfera (ma esiste una blogosfera?, nda), considerata più lassista dei media tradizionali nel controllo dei fatti. Marshall gli scrive e riporta un passaggio della riposta proprio su Tpm:

I got this response: "I said I did not refer to you in the original. Your name was inserted late by an editor who perhaps thought I needed to cite more examples … "

And this is from someone who teaches journalism? 

Perhaps I’m naive.  But it surprises me a great deal that a professor of journalism freely admits that he allows to appear under his own name claims about a publication he concedes he’s never read.

Gli piovono addosso critiche molto forti (Dan Gillmor, per esempio) e Jay Rosen gli chiede di andare in pensione. Non voglio fare il solito esterofilo, ma temo che in Italia non ci sarebbe stata la stessa reazione.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

21/08/2007 at 10:19 am

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Le lettere e la precisione dei fatti raccontati

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Cynthia Tucker, responsabile della pagina degli editoriali dell’Atlanta Journal-Constitution un tempo era molto rigida: le lettere potevano entrare soltanto se raccontavano precisamente i fatti. Ora c’è più spazio per le opinioni, a prescindere dall’accuratezza nella descrizione dei fatti, come racconta l’ombudsman Angela Tuck. E in Italia? Non ho molta esperienza, ma ho l’impressione che si sia sempre seguita la buona norma secondo la quale nella pagina dei lettori può entrare qualsiasi ricostruzione dei fatti e qualsiasi opinione, purché non abbia apparenze diffamatorie.
(da un "vecchio" post di Romenesko)

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

20/08/2007 at 10:49 am

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Dove eravamo rimasti con E-Polis? Ora riapre con il telelavoro

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La data più probabile per la riapertura dei 15 quotidiani del gruppo E-Polis è il 5 settembre. Ma che sia anche il 30 agosto o il 20 settembre la questione non cambia: il fatto è che qualche sciacallo è tornato a tremare semplicemente perché teme di perdere qualche copia e sotto sotto un po’ gli dispiace che 73 colleghi tornino a lavorare (73 erano quelli a tempo indeterminato al momento della sospensione delle pubblicazioni, il 16 luglio, poi ce ne saranno anche altri). La trattativa fra Nichi Grauso e l’imprenditore trentino Alberto Rigotti (che si mormora sia piuttosto vicino a Silvio Berlusconi e al presidente del Veneto Giancarlo Galan) ha bisogno soltanto di qualche dettaglio per essere chiusa. In tutto questo è praticamente certo che non esisteranno più le redazioni fisiche (tutti i giornalisti saranno assunti con il telelavoro), mentre resta ancora incerto il ruolo di Umberto Seregni, lo stampatore che avanzava oltre 20 milioni di euro dalla precedente gestione. Fondamentale sarà comunque il passaggio al ministero del Lavoro, visto che lì, qualche settimana fa, era stato raggiunto l’accordo per la cassa integrazione.
Ma se volete avere più dettagli e retroscena, non dovete far altro che andare a leggere un paio di articoli su Altravoce.net: Giorgio Melis è sempre stato piuttosto bene informato su tutti gli sviluppi delle trattative.

AGGIORNAMENTO DELLE 15.55. Su Altravoce c’è un’intervista a Rigotti.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

20/08/2007 at 10:26 am

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L’Ordine e il sindacato: discussione via Facebook

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Mentre in Italia Franco Abruzzo torna ad alzare la voce contro la paventata possibilità che prima o poi sia eliminato l’Ordine dei giornalisti, sul gruppo "journalists" di Facebook il californiano Phil Wolff ha aperto una discussione proprio su questo argomento, ma visto dall’altra parte della barricata, dato che la situazione americana è quasi opposta alla nostra: "Should Journalists be Licensed by the State or Union Approved?". Insomma, semplificando e adattando la domanda alla situazione italiana, si parla proprio di Ordine e sindacato anche a nove fusi orari da qui.

Sì, su Facebook. Perché, c’è qualcosa di strano?

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

17/08/2007 at 10:29 am

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