Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

L’esame che non sta né in cielo né in terra

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In Italia se volete essere essere chiamati giornalisti e lavorare stabilmente per un’azienda editoriale dovete superare un esame organizzato dall’Ordine dei giornalisti. Non voglio ripetere quello che dicono in molti e cioè che l’Ordine dei giornalisti esiste in pochissimi Paesi al mondo e quindi dovrebbe essere abolito: essere in minoranza non è la dimostrazione che si sbaglia. No, qui non si parla dell’Ordine, qui si parla dell’esame.

Ne parlavo proprio ieri sera via Skype con Paolo, che farà lo scritto fra meno di un paio di mesi. Vi sembra possibile che all’esame si usi ancora la macchina per scrivere, che nessun collega userà più per il resto della propria vita? A me sembra strano anche che, per scrivere gli articoli dell’esame, non sia possibile cercare materiale per i propri articoli, andare alla ricerca di fonti, su internet per esempio, visto che la capacità di trovare quel materiale è una delle abilità che oggi si richiedono in redazione. Insomma, a prescindere dall’Ordine è un esame fuori dal mondo, buono tutt’al più per un giornalista di 30 anni fa (forse). Come misurare su un’Opel Corsa la capacità di un pilota di guidare una Formula 1, come misurare la bravura di un ingegnere evitando i calcoli sul cemento armato e chiedendogli di disegnare una capanna o una palafitta.

Mi stupisco poco, se penso che quella giornalisti è la categoria di professionisti che ha probabilmente il tasso più basso di aggiornamento professionale.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

11/09/2007 a 12:55 am

Pubblicato su Uncategorized

3 Risposte

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  1. Per quanto riguarda la macchina per scrivere credo di potervi dare ragione, anche se in cuor mio credo che l’esame e la professione possano, almeno sotto certi aspetti, restare ancorati alle tradizioni e a certi valori. A quell’atmosfera da sigarette e Beppe Viola. Mi troverò a Roma per la stessa sessione di Paolo ma non concordo, per niente, sulla possibilità di accedere alle fonti soprattutto dalla rete. Fermo restando che considero ovviamente fondamentale la capacità di recuperare le informazioni, credo che la generazione di giornalisti google-telefonini (di cui faccio parte) abbia bisogno di confrontarsi, almeno all’esame, con una realtà più cruda e asciutta. Tutto ciò per concludere che… anche secondo me l’esame potrebbe ormai essere strutturato in modo più “al passo coi temnpi”. Ma con calma.

    Zozo

    11/09/2007 at 5:39 am

  2. Caro Marcello, intanto ti saluto e ti do appuntamento al 31 ottobre: saremo a Roma, non vorrai mica pensare solo all’esame, vero? :-)) Su tutto il resto non sono d’accordo con te. Che senso ha un esame ancorato a sistemi superatissimi mentre il mestiere è totalmente cambiato? La macchina da scrivere è un assurdo, non la usa più nessuno al punto che è perfino difficile trovarne ancora una in circolazione per portarla all’esame. Non penso di essere stato il solo a frugare in garage e cantine a caccia di un modello funzionante (per la cronaca: l’ho trovato). Ma anche la struttura stessa dell’esame non ha più senso. Passi il questionario di cultura generale, passi la tesina e l’orale, ma se la prova deve essere una simulazione di quello che fai in redazione, beh allora non ci siamo proprio.
    Alla prima giornata del corso ci hanno detto: “all’esame fate quello che fate sempre in redazione”. Ho subito risposto: “Se facessi quello che faccio in redazione l’esame non lo passerei. Se facessi in redazione quello che dovrò fare all’esame, il direttore mi licenzierebbe (anzi, lui propone, a licenziare è l’editore. Giusto? Come vedi sto studiando…) in tronco”. A me sembra assurdo dover fare un articolo di 45 righe a memoria, senza una verifica nemmeno elementari (ah sì, scusa: abbiamo a disposizione il vocabolario)e guai a dimenticarsi un nome, a sbagliare una data…
    Ma si può? Non si dice sempre che l’abilità di un giornalista, più che scrivere, è trovare le notizie? All’esame questo sarà impossibile. Ma non importa io e te andremo a farlo lo stesso, poi però ti propongo una bella seratina romana con tutta la banda dei trevigiani…

    paolo

    11/09/2007 at 10:59 am

  3. Ciao,
    penso che sia una cosa d’altri tempi, a versi romantica … poi vale sempre la stessa regola.
    Se entri lo giustifichi, altrimenti rosichi 🙂
    ilbellodelweb

    ilbellodelweb

    16/09/2007 at 1:16 am


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