Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

C’è posto per molti di più (in rete)

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Non ho il carattere del mediatore (anche se ora sono costretto a farlo più frequentemente del solito) e infatti questa non è una mediazione. Credo però che fra Gigi Cogo e Federico Fasce ci sia una terza strada, ma una strada che parte da un punto di vista leggermente diverso.

Il ragionamento di Federico ruota intorno a una frase: "Se è vero che la rete è un insieme eterogeneo di cluster collegati da
legami deboli, come qualsiasi società umana (ma su scala differente) è
altrettanto vero che non si possono obbligare le persone a fare quello
che noi pensiamo sia giusto". Un atteggiamento che vale sia per chi è già in rete ma non ha alcuna intenzione di partecipare a progetti comuni sia per chi è fuori dalla rete e non ha alcuna intenzione di entrarci. Gigi invece partiva da un assunto più divulgativo: i blogger (certi blogger) sono troppo autoreferenziali, è possibile espandere l’area di chi si interessa alle interazioni e ai dialoghi su internet soltanto se non ci arrocchiamo in un fortino e spieghiamo a chi sta fuori anche termini che per noi sono scontati e acquisiti. La replica di Federico sta in una serie di domande: "Siamo sicuri che queste persone condividano i nostri valori? Siamo sicuri che l’unico motivo per cui non partecipano sia il fatto che vedono davanti a loro un mondo chiuso e inespugnabile? Non sarà invece che, più semplicemente hanno altri interessi?".

"C’è posto per tutti", titola Federico, per me c’è posto per molti di più (in rete). È una questione di prospettiva: non si tratta di fare proselitismo o non fare proselitismo, di renderci comprensibili o di usare linguaggi per iniziati, di invitare il maggior numero possibile di persone a corsi di internet facile o di lasciare che ognuno faccia le proprie scelte di vita. No, si tratta di capire che, a prescindere dal nostro comportamento e con l’unica incertezza dei tempi, la rete (o meglio: l’evoluzione della rete) non è soltanto il presente di pochi che possono decidere quale strada prendere, ma il futuro necessario di molti. Si tratta di capirlo e di comunicarlo nel modo migliore possibile. Per il resto esiste quel valore enorme chiamato libertà.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

16/09/2007 a 12:34 am

Pubblicato su Uncategorized

3 Risposte

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  1. parole sante.

    stefano epifani

    16/09/2007 at 1:21 pm

  2. Purtroppo non son riuscito a esprime meglio il contesto.
    Partendo dall’assunto che il mio blog si occupa di “web e conoscenza” e di tutti gli aspetti legati alla contaminazione, inclusione, trasferimento ecc., forse dovevo specificare meglio che non PRETENDO che tutti siano evangelisti. Non gli è rischiesto e non è, da loro, dovuto.
    Però resto dell’idea, come dici bene anche tu, che la rete “è il futuro di molti”. Basterebbe tentare quel lento ma inevitabile processo, già risolto in molti stati esteri, di disaccoppiamento della cultura digitale dall’informatica.
    Questa accoppiata frena da morire lo sviluppo dell’innovazione in questo paese.
    Molti blogger sono degli ottimi smanettoni ma non trasferiscono il sapere ai “molti”. Lo tengono per se stessi come vantaggio competitivo!
    Ciao e complimenti.

    gigicogo

    16/09/2007 at 3:58 pm

  3. Tra Vico ed i cambi di stagione…


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