Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Vajont, quando il sequestro si avvicina alla censura

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Per la mia mentalità è difficile abbinare un sequestro preventivo alla libertà di espressione. Non che sia possibile dire tutto e restare impuniti, ma quel "preventivo" proprio mi disturba e dovrebbe essere limitato davvero a casi eccezionali, talmente eccezionali che ora non me ne viene in mente uno.

Avevo letto sul Gazzettino (e ora la notizia è ripresa anche da Punto Informatico) del sequestro di parte di un sito internet dedicato al disastro del Vajont. Non so e non voglio sapere – lo deciderà un processo – se quello che era scritto nel sito curato da Tiziano Del Farra fosse diffamatorio e offendesse la reputazione del sindaco attuale di Longarone, Pierluigi De Cesero, e di colui che lo ha preceduto, Gioacchino Bratti. No, quello che mi preoccupa è che si ricorra al sequestro preventivo, ossia al sequestro prima che sia accertata una qualche responsabilità. Non perché lo strumento non sia legale (e in questo caso ne capisco anche il senso: impedire che siano protratte le conseguenze dell’eventuale diffamazione), ma perché, quando sono in ballo libertà fondamentali come quella di espressione, dovrebbe essere usato con la massima cautela: la differenza con la censura è minima.

Ed è per questo che sono stupefatto – meglio, sconcertato – dalle parole dell’avvocato del sindaco di Longarone, Maurizio Paniz (lo stesso che sta ben difendendo Elvo Zornitta, indagato per gli attentati attribuiti a Unabomber). Sul Gazzettino gli sono state attribuite queste frasi, che spero non siano vere neppure a metà: «L’auspicio è che questo sito non possa mai più riprendere la propria attività che considero assolutamente lesiva dell’onore dei miei assistiti. Confido che la tempistica del procedimento giudiziario possa essere celere e che vada a determinare la scomparsa di questo sito che ha veramente dell’incredibile».

AGGIORNAMENTO DEL 16 OTTOBRE ALLE 21. La Procura di Trani non ha voluto lasciare da sola quella di Udine e ha deciso di sequestrare Mucchio per una copertina su papa Benedetto XVI e Walter Veltroni.

Mucchio_2

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

16/10/2007 a 1:12 am

Pubblicato su Uncategorized

3 Risposte

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  1. Salve.
    La ringrazio, il suo sconcerto è pari almeno alla mia amarezza. Che a sua volta è nulla, rispetto a quella dei familiari e superstiti del “Vajont”.
    Ma è ora, è ampiamente ora che si faccia la luce, su questa VERGOGNA italiana. Di cui il deputato Paniz, coinvolto in prima persona in diversi ruoli e settori, è ora – pare – la “punta di diamante”.
    Che altro dire??
    Che – gandhianamente – proseguiremo colla “tenuta in vita” di questa apparente “cloaca”, e chi avrà documenti, fatti e testimonianze, vedrà.
    Purtroppo, la lezione del Vajont insegna che non vennero fermati, inquisiti e sanzionati i COLPEVOLI e i FAUTORI di sciagure, rischi e rovine, ma – stupefacentemente, scientemente, mafiosamente…. chi li INDICAVA.
    Tutto qui.
    E non sembra applicata nemmeno all’estero: ci sono due (2) distinti “Vajont” in corso di costruzione, OGGI, nei Pirenei spagnoli, a scopo irriguo. Ognuno dei due ha un volume a regime QUADRUPLO di quello del Vajont.
    Il sito “oscurato” dava conto (in italiano) anche di questo (copia/incolla):
    http://www.vajont.org/vajont_static/itoiz1gigante.html
    Decine di migliaia di persone a rischio, danni incalcolabili, persino una centrale nucleare (quella di Asco) sulla traiettoria dell’onda. Ma stranamente, nemmeno il Ministero competente spagnolo sembra capace (in grado) di FERMARE queste due bombe a orologeria e la “SADE” iberica, che si chiama CHE (Confederaciòn Hidrografica de el Ebro). Che insiste a dire – come la SADE, fino all’ultimo minuto che “E’ tutto sotto controllo”.
    Sembra che gli unici a conoscere il “Vajont” siano le associazioni dei paesi vallivi minacciati.
    Se fossimo in un mondo “normale”, io direi che UN Vajont nella Storia basta e avanza.
    Ne discende che la CHE e il Ministero del Medio Ambiente (MMA) puntano coscientemente a una doppia STRAGE, puntando evidentemente alla succulenta ricostruzione. Non esiste altra interpretazione, dopo crolli, frane, acque intorbidite localmente, e centinaia di terremoti di assestamento negli invasi.
    Vajont DOCET.
    Il deputato Paniz, a questo punto, mostra chiaramente da che parte sta. E che tipo di “servizio” svolga il mio “sito” amatoriale.
    L’unica cosa per cui io devo, voglio e posso vergognarmi, non è quello che dico-penso-scrivo di un comitato d’affari travisato da “amministrazione” o peggio, da “Fondazione”, ma… unicamente di non averlo IO TROVATO prima, un archivio del genere.
    Riflettiamo:
    – sito web del Comune (www.vajont.net). Dopo 8 anni, con la pioggia di miliardi da quarant’anni a questa parte su Longarone; con la messe di archivio che detiene (e a quelli altrui cui puo’ accedere); con tutti i Sopravvissuti, superstiti e familiari da intervistare, con cui interagire: 2 MegaBytes.
    C’era pure un “Forum”, peraltro interessante: chiuso (censurato) dopo l’infamia dello sfratto del Comitato Sopravvissuti, per l’insorgere dei commenti (per primi, i miei).
    – sito dei Sopravvissuti (www.sopravvissutivajont.org).
    Dopo la sua nascita, nel 2001, con i pochi mezzi a disposizione, e “negati” all’uso del PC (sennò sarebbe almeno il doppio!): 42 MegaBytes.
    http://www.vajont.org.
    Nato per caso nel luglio 2003, io disoccupato. Era l’anno del 40°, e mi riaccostai al tema. Avevo 6 anni.
    Oggi, dopo diverse peripezie, viaggi a Longarone, setacciamenti di bibliotece, ricerche e interviste “a mano” (tutte le mie pagine sono “a mano”): 3,84 Gigabytes online. Almeno altrettanti, “grezzi” mi sommergono.
    Il server che distribuisce “queste” pagine, costa (a noi) circa 1400 euro l’anno.
    Il “servizio”, a voi, è gratis.
    Spesso mi chiedo chi me l’ha fatto fare. Poi, ricordo che – scoperto cosa rappresenta VERAMENTE, per noi italiani tutti, ma in particolare per chi ha avuto morti in famiglia – …mi VERGOGNO di ESSERE ITALIANO.
    Evidentemente, qualcun altro no. Il guaio è che ci sono troppi, troppi scheletri negli armadi. Anche Longarone, ha il suo “Armadio della Vergogna”. E’ uno di quei modelli a “sei ante”. E purtroppo per noi, e per tutti i contribuenti, non è nemmeno l’unico.
    Ecco, UNO dei perchè del sequestro.
    Mi scusi. La saluto.

    Tiziano Dal Farra

    16/10/2007 at 9:33 pm

  2. Dimenticavo: l’On. Paniz forniva una dei suoi per fare questo:
    http://www.vajont.org/vajont_static/tezaProcesso2006.html
    “Tutto si tiene”, diceva Sciascia…
    Falcone, invece diceva “Seguite i soldi”….
    Ri-scusate.

    Tiziano Dal Farra

    16/10/2007 at 9:41 pm

  3. Ciao.
    Vi comunico che la seconda versione (aggiornata) del libro “Vajont, l’onda lunga” della Lucia Vastano è uscito nelle librerie, ediz. Ponte alle Grazie, euro 14.
    http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=6307&titolo=VAJONT%2C+L'ONDA+LUNGA
    Imperdibile. E aggiornato (per ora) alla mia prima “condanna”.
    Ve ne consiglio VIVAMENTE la lettura. E’ l’UNICO libro sul “dopo”. Spiega molti motivi della “persecuzione” che colpisce chi “si occupa” della strage (dal 1964 a OGGI). Vastano compresa…
    Mi farete sapere….
    Grazie.
    P.S. = nei giorni 4,5 e 6 ottobre prossimi, in diga ad Erto si terrà la 3a “Veglia di solidarietà” alle Vittime del Vajont, in schietta ANTITESI alle FARSE comunali di Longarone del 9.
    Di OGNI “9 ottobre”… da 45 anni a questa parte.
    Venite a trovarci.

    Tiziano Dal Farra

    03/08/2008 at 7:52 pm


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