Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Editoria, quando una legge nasce male (con postilla sui link di Grillo)

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Niente, non c’è niente da fare: quel disegno di legge sull’editoria (quello con l’internet tax, tanto per capirci) è nato davvero male: prima quel testo che sembra obbligare i blogger all’iscrizione al Roc (Registro degli operatori di comunicazione), poi la rivolta di molti blogger e di Beppe Grillo, poi la retromarcia dell’autore, il sottosegretario Ricardo Franco Levi, e adesso il nuovo testo. Che qualche problema pare continui ad averlo. Stando a quanto scrive Repubblica.it è stato aggiunto un comma; Repubblica.it non attribuisce la frase a Levi tra virgolette, ma sostiene che quel comma, secondo Levi, "dice che sono esclusi
dall’obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su
internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo". Mi limiterò a riprendere due commenti, uno di Giorgia Meschini e uno di Daniele Minotti. La Meschini ironizza ricordando la vecchia norma sulla detenzione di droghe, quella che parlava di uso personale: "non mi è chiara una cosa: fino a quanti grammi un blog può considerarsi ad uso personale?". In attesa di leggere il testo definitivo, è altrettanto pungente Minotti: "Un blog, secondo voi, e’ prodotto o sito ad uso personale? Se lo fosse veramente non vedreste queste pagine".

Vorrei fermarmi qui, ma ho un prurito sotto le dita e vado avanti per poche righe. Poche righe per Beppe Grillo. Sicuramente è stato fondamentale nella battaglia per la modifica del testo, altrettanto certo è che lui (o la sua redazione) non possono permettersi certi svarioni, proprio per l’importanza che il suo blog ha ormai assunto, volenti o nolenti. Prima di tutto non si capisce perché il disegno di legge continui a essere chiamato Levi-Prodi: Prodi ha sicuramente molti difetti, ma non risulta che abbia contribuito alla stesura di quel testo. Poi, pur apprezzando parte del giornalismo inglese, non capisco perché per ridicolizzare il disegno di legge sull’editoria – e soprattutto la parte che riguarda internet – venga utilizzato un articolo del Times: forse che i commenti stranieri sono più autorevoli di tanti commenti italiani? E comunque, se proprio si deve prendere il Times, almeno si metta il link al testo originale (qui la traduzione di Stefano Quintarelli), non quello a un riassunto pubblicato su Newsfood.com

AGGIORNAMENTO DELLE 12.20. Ne discute anche (del disegno di legge e del concetto di attività editoriale, non di Grillo) Elvira Berlingieri su Apogeonline. Con la consueta precisione.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

26/10/2007 a 12:16 am

Pubblicato su Uncategorized

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