Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Rignano Flaminio, da che pulpito vien la predica…

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Sequestri, censure e quant’altro già mi stanno sul gozzo per principio, quando si parla di libertà di espressione del pensiero, a prescindere dalle motivazioni. Se poi un gruppo di genitori dei bambini che avrebbero subito violenze nella scuola materna di Rignano Flaminio chiede anche il sequestro di un libro ("Ho visto l’uomo nero") per una presunta violazione della privacy sui minori, mi viene da pensare da che pulpito venga la predica. Parlano proprio loro, quei genitori che a suo tempo andavano in tv e sui giornali o che, se appartenevano al gruppo dei non invitati alle trasmissioni o dei non intervistati, non si dissociavano pubblicamente dagli altri. Spero che fra coloro che hanno chiesto il sequestro non ci sia anche quel padre che non ha avuto alcun pudore ad andare a "Porta a Porta" a raccontare in che modo evitava che il figlio potesse assistere ai suoi rapporti sessuali con la moglie.

(via Claudio Cerasa)

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

26/10/2007 a 12:38 am

Pubblicato su Uncategorized

5 Risposte

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  1. Quello che dice non ha senso. Non è obbligatorio dissociarsi in quanto chi appare parla per sè, e non certo per altri. Il problema, mi pare di aver capito, è che nel libro sono menzionate persone che non sono mai apparse, nè hanno rilasciato interviste.Prima di fare proclami inutili, sarebbe meglio informarsi-

    Dylan

    26/10/2007 at 9:37 pm

  2. Senza polemiche, ma solo per chiarezza, perché evidentemente mi sono spiegato male: la parte che lei mi contesta è quella che in un’aula di Tribunale si chiamerebbe subordinata. Quello che non sopporto in via principale (e lei è libero di pensarla in maniera diversa) è il concetto di sequestro preventivo di un giornale, di un libro, di un quadro, di qualsiasi espressione del pensiero. Come ho scritto in un post di qualche giorno fa sul Vajont, dovrebbe essere limitato a casi talmente gravi che non me ne viene in mente uno.
    E il caso non è certo quello di Rignano. O lo potrebbe essere, se il caso Rignano fosse rimasto all’interno di una Procura e di un Tribunale e non fosse stato spettacolarizzato in questo modo, con fazioni che si contrappongono.
    Osservo soltanto che quei genitori, quand’anche non fossero mai apparsi finora, non mi risulta abbiano intrapreso alcuna azione contro chi ha continuato a parlare della scuola materna di Rignano Flaminio, che non è certo come dire “una scuola materna di New York”. Anche se non sono stati citati finora con nome e cognome, i loro figli erano ben riconoscibili all’interno della comunità del paese. Lei mi dirà di nuovo che quello che dico non ha senso: forse sarebbe meglio dire che lei non lo condivide, dal momento che ho parlato con colleghi e conoscenti che avevano capito e perfino condividevano il contenuto del post.
    Lei mi dice che sarebbe meglio che mi informassi, ma poche parole prima ammette di non conoscere neppure lei il motivo della richiesta di sequestro: “mi pare di aver capito”. Soltanto per avere una certezza in più: le pare o è davvero così?
    La saluto cordialmente,
    Carlo Felice Dalla Pasqua

  3. Oggi rispondo alla sua domanda: è davvero così.
    Riguardo al libro, ho trovato sullo stesso blog di Cerasa questo interessante commento che le posto, solo per avere una panoramica più ampia di opinioni.Per il resto, sono rimasto colpito dal tono gentile della sua risposta al mio precedente post. Non sono abituato. Qualche volta, ho provato a esprimere i miei dubbi a quanti ostentavano una incredibile sicurezza nel parlare del “caso Rignano Flaminio” suscitando ire furibonde, come se, all’improvviso, una parte dell’Italia fosse stata chiamata a difendere sette indagati e qualche giornalista da accuse infami. Non è così. Si possono difendere i bambini senza per questo indicare i colpevoli. Si può parlare male di un libro, senza per questo offendere la libertà di espressione in generale. Se un giornalista ha violato la privacy di qualcuno che noi non conosciamo, perchè dobbiamo a priori difendere il giornalista? Chi siamo noi per giudicare o prendere le parti di persone di cui non sappiamo nulla?
    Dal blog di Claudio Cerasa:
    Anonimo ha detto…
    Ho appena finito di leggere il “libro” (virgolettato per non offendere chi scrive libri veri) Ho visto l’uomo nero e, essendo di Rignano, ho notato subito che ci sono una marea di imprecisioni che, pur trattandosi di piccoli dettagli, fanno capire con quanta superficialità l’autore ha trattato l’argomento. Ne cito alcuni tanto per rendere l’idea.
    Pag.11: “Urla, don Henry. Proprio come faceva nella sua Chiesa di Caracas” ma quale chiesa? Se sui dati anagrafici di Don Henry c’è scritto nato a Caracas, ma questo non significa che ci sia anche cresciuto! Per l’esattezza don Henry a Caracas c’è soltanto nato!
    Pag.103: Parlando del Consiglio d’istituto convocato dalla Preside Loredana Cascelli, l’autore dice:”Uno di quei consigli d’istituto con i genitori molto eleganti, le maestre annoiate, senza borsa, con la gonna di seta, il registro aperto sulla cattedra, i banchi vicini vicini, le sedie piccole occupate di mattina dai bambini e di pomeriggio, durante i consigli dai genitori” Una descrizione molto dettagliata dell’ambiente che però, purtroppo, non corrisponde alla verità! In realtà il consiglio d’istituto quel giorno non si è svolto a scuola (come disse qualche giornale) ma in una SALA COMUNALE! Come ha fatto Cerasa ha non accorgersene?
    Forse era troppo occupato a controllare le marche delle scarpe, dei pullover, dei cellulari, degli occhiali da sole…, o forse semplicemente in quella sala non c’è mai stato!
    Pag.122: Parlando del bar dello Sport Cerasa dice:”La maestra si chiama Silvana (Magalotti), al bar lavorano anche i due figli: un ragazzo di quattordici anni e una ragazza di diciassette” Se fosse così la maestra Silvana oltre ad essere indagata per pedofilia, potrebbe anche essere denunciata per sfruttamento del lavoro minorile!!!
    In realtà il figlio di Silvana ha quasi quarant’anni.Cerasa dice di aver parlato anche con il figlio della maestra, quindi, o il ragazzo dimostra (sia fisicamente che mentalmente) meno della metà dei suoi anni, o semplicemente Cerasa in quel Bar non c’è mai stato! La cosa strana è che nella stessa pagina l’autore descrive nei minimi particolari la fisionomia e l’abbigliamento di sette ragazzi seduti davanti al bar. li descrive così bene che chi è di Rignano riuscirebbe senza tanti sforzi a riconoscerli! Quindi, forse almeno davanti al bar, magari con la macchina, c’è passato!
    Questi sono soltanto alcuni esempi delle imprecisioni presenti del “libro”, evito di entrare in quelli strettamente legati alla vicenda degli abusi (io non ci penso nemmeno a scrivere la parola “presunti”!) per le quali alle imprecisioni e diffamazioni penseranno i diretti interessati a prendere i dovuti provvedimenti.
    Quello che voglio dire a Claudio Cerasa tramite questo blog è che, a mio avviso, con questo “libro” hai dimostrato solamente la tua immaturità. Sei uno che si ferma alle apparenze (l’importante è fare lo scoop!) e non riesci ad andare in fondo alle cose. Descrivendo il giorno in cui, nello studio dell’Avvocato hai preso visione dei filmati prodotti dai genitori dei bambini abusati, si capisce chiaramente la tua impreparazione giornalistica.
    Ti senti importante perchè seduti accanto a te ci sono giornalisti importanti. Ti preoccupi del buco sulla tua camicia, del colore della tua cravatta, della gobba che c’è sul parquet ma non ti sei minimamente sforzato di capire lo stato d’animo delle persone che hanno girato quei filmati!
    Vuoi pubblicità, vuoi diventare uno importante, ti sei gonfiato (quasi come lui!) con i complimenti di Ferrara, ti sei servito di due parole RIGNANO FLAMINIO per farti conoscere. Quelle due parole bastavano a far ricadere l’attenzione sul tuo “libro”. Quelle due parole bastavano per far parlare di te nei programmi televisivi. Poco importa poi se tu di Rignano Flaminio non ne sai praticamente nulla!
    Quello che conta è la “marca”.
    Caro Cerasa, vuoi un consiglio? Non montarti la testa, prima CRESCI!!!
    Una di Rignano
    18 ottobre 2007 9.20.00 CET

    Dylan

    11/11/2007 at 5:58 pm

  4. Io ho letto il libro di Cerasa e personalmente l’ho trovato ottimo ed equilibrato. Niente cadute di stile (ahimé, oggi frequentissime): vengono riportati i fatti e le dichiarazioni. Credo che questo sia compito primario di un giornalista e dal mio modesto punto di vista Cerasa l’ha svolto molto bene.
    In Italia esiste una cosa che si chiama “presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva” e suppongo che ciò valga anche per le persone indagate a Rignano Flaminio, le quali hanno patito un certo “calvario preventivo” fatto di nomi e cognomi sbattuti in prima pagina ed associato a nefandezze varie, accuse ripetute in vari programmi televisivi eccetera. Ora, l’informazione è un diritto sacrosanto, ma i processi non si fanno nei salotti dei talk-show famosi. Si fanno in tribunale. Con perizie, prove e documenti. Altrimenti si torna ai tempi di Cotton Mather e delle streghe di Salem.
    Ogni giorno vengono scritti e stampati libri su libri. Molto di questi parlano di casi giudiziari famosi, più o meno giunti al loro termine (pensiamo al delitto di Cogne, all’atroce morte del povero Samuele Lorenzi, 3 anni appena: persino la madre, pur imputata di averlo ucciso, ha potuto pubblicare il ‘suo’ libro, di parte per carità, e magari di qualità non proprio eccelsa, ma senza particolari problemi… e di titoli sempre su Cogne quanti altri ce ne sono? Dozzine!). Allora che cosa facciamo? Li sequestriamo tutti? Impediamo che se ne scrivano altri? Non so. Sicuramente quando si tratta di casi giudiziari ancora aperti occorrono cautele particolari, figuriamoci poi quando – come purtroppo spesso accade – vedono coinvolti dei minori. Tuttavia le “censure preventive”, dal mio modestissimo punto di vista, non servono.
    Poi mi auguro che la vicenda di Rignano Flaminio giunga quanto prima ad una conclusione e che per una volta la “verità processuale” e la “verità storica” coincidano. E personalmente, ripeto, ho apprezzato il libro di Cerasa, assai più di tanti altri libri che trattano dei vari casi di “cronaca nera” italiana…

    Giulia

    01/12/2007 at 3:21 am

  5. Sa qual’è il problema? Che il libro di Cerasa dice un mucchio di cose non vere. Ha ragione quell’anonimo di Rignano, Cerasa non ha affatto studiato la vicenda, l’ha immaginata per buona parte del libro. E poi ha inutilmente indicato dei nomi con un’inchiesta in corso. Ha violato la privacy di chi non era mai apparso e non avrebbe voluto apparire da nessuna parte. Credo che la decisione del giudice sia giusta. Se lei si intende di libri-inchiesta, poi, non può dire che sia un libro ben scritto. Per rispetto a chi i libri-inchiesta sa scriverli davvero.

    Dylan

    07/12/2007 at 4:56 pm


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