Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Informazione in metastasi: il caso della notizia falsa sulla chiesa-moschea

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Io lo so che mi attirerò le ire o le scarse simpatie di qualche collega, ma non posso tacere. So che ci sarà chi andrà in cerca di trovare miei errori (non è difficile, se volete vi aiuto) per coprire i propri, ma non mi interessa: con molta calma e tranquillità devo dire che è stato quantomeno molto superficiale il giornalista che ieri, nella pagina della Regione del Corriere del Veneto (uno degli inserti regionali del Corriere della Sera) ha titolato a tutta pagina "Parroco affitta la chiesa ai musulmani". È stato "quantomeno molto superficiale" perché sapeva che non era vero o aveva intorno colleghi che sapevano bene che non era vero. Non voglio dire che lo abbia fatto perché sostituire "capannone della parrocchia" a "chiesa" avrebbe ridotto l’importanza della notizia, ma è un’ipotesi che non è campata in aria. Non voglio dire che per non ridurre ulteriormente il peso della notizia abbia volontariamente dimenticato di scrivere quello che il suo giornale ha più volte riportato in passato, ossia che da quattro anni don Aldo Danieli, il parroco di Paderno di Ponzano, paese alla periferia di Treviso, ospita in locali della parrocchia fedeli musulmani, ma è un’altra ipotesi che non è campata in aria.

Tutto è cominciato a un convegno dell’Auser a Roma, dove il caso trevigiano era stato presentato come un esempio dell’avvicinamento di due religioni. Qualche collega di un’agenzia di stampa lo scrive e la notizia vecchia di anni finisce nella home page di molti importanti giornali online (suggerimento per il futuro: ricordare in prima pagina ai lettori che nel 1989 è caduto il muro di Berlino; non si sa mai, magari qualcuno era in vacanza all’estero e nessuno gliel’ha detto).
Scherzi a parte, è accaduto così che Corriere.it abbia titolato "Una chiesa al venerdì diventa moschea" e Repubblica.it abbia scritto nell’occhiello: "Don Aldo Danieli ha deciso di riservare, un giorno
alla settimana, alcuni locali della chiesa alla preghiera islamica
". A nessuno evidentemente è venuto in mente che, se anche il parroco di Paderno fosse improvvisamente impazzito, nessun musulmano si sarebbe messo a pregare in un luogo di culto pieno di simboli di un’altra religione. La pseudonotizia è arrivata anche ai giornali locali trevigiani e veneti, che l’hanno data tutti con molta evidenza, anche se con tagli diversi: si va dal Corriere del Veneto già citato, alla Tribuna di Treviso che punta sugli attacchi politici ("Moschea in parrocchia, è scontro"), all’edizione di Treviso del Gazzettino dove Giampiero De Diana propone un più sobrio e aderente alla realtà "Musulmani in parrocchia. E si riaccende la polemica – Zaia invita il vescovo a intervenire. Ma l’ospitalità dura ormai da quattro anni", al Treviso (gruppo E-Polis) che non lascia scampo: "La chiesa diventa moschea". (Full disclosure: sono il capocronista della redazione di Treviso del Gazzettino e De Diana è il mio vice: l’altro ieri il capo era lui perché io sono in convalescenza).

Uno crede di aver già visto tutto, pensa che sia stata una delle tante esagerazioni che hanno contribuito a creare una cattiva fama intorno alla categoria dei giornalisti. E invece no. Perché ieri il vescovo di Treviso Andrea Bruno Mazzocato chiama in Curia don Aldo Danieli. Fin qui poco male: il vescovo si comporta più da politico che da pastore di anime, mostra al vicepresidente leghista della Regione Luca Zaia (che lo aveva sollecitato a intervenire) che si è subito attivato, e così tiene i buoni rapporti con il centrodestra locale e soprattutto con la Lega Nord. Alla fine un comunicato vago, firmato dal Vicario generale della diocesi di Treviso, monsignor Corrado Pizziolo:

Il Vescovo di Treviso, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha oggi incontrato don Aldo Danieli, parroco della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto, per avere chiarimenti circa alcune sue dichiarazioni evidenziate dai quotidiani e da alcuni organi radiotelevisivi.
All’interno di un dialogo fraterno e cordiale, don Aldo ha ribadito la sua obbedienza al Vescovo e la piena disponibilità a trovare una soluzione al problema.
Si precisa, inoltre, che mai la chiesa parrocchiale è stata data alla comunità islamica per incontri di preghiera.

Qui si scatena l’imprevedibile, per chi non conosce certi meccanismi distorti, abnormi e patologici dell’informazione. Il vescovo crede di aver semplicemente chiarito che era stato un errore parlare della chiesa e che invece si trattava di un capannone di proprietà della parrocchia che viene usato per varie attività sociali (pochi mesi fa ci hanno fatto anche la sagra del tortellino…). L’Ansa di Venezia legge quel comunicato, parte dalla falsa notizia sull’uso della chiesa uscita sui giornali di ieri e, senza aver fatto alcuna verifica in più, verso le 18 manda in rete un lancio di agenzia che dice: "La porta dell’oratorio invece, per i 200 musulmani circa che ogni
venerdì vi si recavano da un paio d’anni a pregare, ora dovrà rimanere
chiusa". Che l’Ansa non abbia fatto altre verifiche lo leggo nel blog del collega Paolo Calia, che per motivi di lavoro si è occupato del caso e che ha interpellato l’Ansa. Non c’è scritto da nessuna parte che i musulmani non potranno più pregare lì, nessuno l’ha detto a un giornalista dell’agenzia, si tratta di una semplice deduzione di chi ha letto il comunicato della Diocesi che avete potuto leggere ora anche voi. La sintesi nel sito internet dell’Ansa è poi un capolavoro: "Non diventera’ mai una moschea
part-time la parrocchia di santa Maria Assunta a Paderno di
Ponzano Veneto (Treviso). Le intenzioni del parroco, don Aldo
Danieli, che nei giorni scorsi aveva autorizzato l’impiego di
alcuni locali dell’oratorio per la preghiera e gli incontri
degli immigrati musulmani, si sono infrante oggi dopo il 
‘fraterno e cordiale’ faccia a faccia tra il sacerdote e il
suo vescovo, mons. Andrea Bruno Mazzoccato
". In poche righe tre errori facilissimi da dimostrare:
1. In questi 4 anni, in cui ha ospitato i fedeli musulmani che volevano pregare, don Aldo non aveva mai pensato di creare una moschea part-time.
2. L’autorizzazione all’impiego di alcuni locali non è dei giorni scorsi ma di anni fa.
3. Nessuna intenzione di don Aldo Danieli può essersi infranta, visto che il parroco era mille miglia lontano da quell’idea.

Se qualcuno pensa che una notizia sbagliata resti una notizia sbagliata, è in errore. Lo è se i colleghi sono pronti a rettificarla presto. Altrimenti accade, come in questo caso, che la notizia falsa dell’Ansa entri in circuito e diventi per molti la notizia vera (fra qualche anno ben pochi si ricorderanno che era una bufala e questo apre un discorso, da fare a parte, sulla capacità di internet di autocorreggersi più di quanto accadesse in passato ai media tradizionali). Eccovi, per esempio, screenshot presi ieri sera dei siti di Repubblica, della Tribuna di Treviso e del TgCom (chi ha visto i telegiornali, poi, assicura che anche loro hanno ripetuto la falsa notizia del vescovo che proibisce al parroco di ospitare i musulmani):

Repubblica2

Tribuna1

Tgcom

Tutti titoli falsi. Non titoli con qualche imperfezione: titoli falsi.

Se avete avuto la pazienza di arrivare fin qui, vi prometto che fra poche righe vi lascerò in pace. Soltanto qualche breve considerazione.

La prima è che è necessario l’intervento dell’Ordine dei giornalisti, visto che risultano violate regole deontologiche oltre a principi fondamentali contenuti nell’articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti: "è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei
fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori".

La seconda è che, a prescindere da queste violazioni, è necessario che i giornalisti responsabili decidano davvero di avere una deontologia: il che significa applicare certe regole, non semplicemente enunciarle durante i convegni e poi dimenticarle quando si arriva in redazione.

La terza è che sono stanco di capiservizio, capiredattori e direttori spregiudicati e senza una propria testa, che montano le non notizie ben sapendo che sono false (o comunque senza avere alcuna certezza che siano vere; o ancora senza indicare la fonte per permettere al lettore di verificare verità o falsità). Sono stanco di vedere pecore che seguono il gregge, sono stanco di vedere sempre meno giornalisti che hanno il coraggio di decidere dopo aver ragionato con la propria testa e non con quella degli altri.

La quarta è che sono stanco di vedere lettori che premiano chi spara le notizie più grosse invece di chi dà le notizie vere.

E non ditemi che vivo nel mondo dei sogni: lo so, ma sono anche un inguaribile ottimista e so che a volte qualche sogno diventa realtà.

AGGIORNAMENTO DELLE 18. Anche BlogBabel segue la catena dell’informazione sbagliata e commette lo stesso errore, visto che riprende Repubblica.it.

Immagine_1

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

11/11/2007 a 2:03 am

Pubblicato su Uncategorized

7 Risposte

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  1. Questi giornali non valgono nemmeno il prezzo della carta su cui sono stampati, altro che un euro. Che vergogna. E a uscirne male per l’ennesima volta è la Chiesa.

    Andrea

    12/11/2007 at 10:14 am

  2. una sola cosa: quando lessi l’articolo, credo dal corsera, dal mio punto di vista era chiarissimo che non era la chiesa ad essere “lasciata ai musulmani” ma locali assolutamente non consacrati, e come sempre ho pensato che i titolisti non sono capaci a fare il loro mestiere.
    Solo che per me non valeva nemmeno la pena di scriverci una notiziola su chi non sa leggere le notizie.

    .mau.

    13/11/2007 at 4:51 pm

  3. Tu avevi capito come stavano le cose, ma immagino che la maggior parte dei lettori di giornali e siti internet no: perché di solito leggono frettolosi i titoli e poco più e quasi tutti i giornali e siti internet, salvo rare eccezioni, dicevano la stessa cosa sbagliata. Anzi, la stessa serie di cose sbagliate.
    Comunque il problema non è soltanto quella singola notizia (anche se gli errori sono stati gravi e viene il sospetto che non tutti siano stati commessi in completa buona fede, soprattutto a livello locale), il problema è dell’informazione in Italia, che ormai dipende sempre più dall’Ansa. E se l’Ansa scrive un castrone – può accadere, errare humanum est – quello stesso castrone diventa notizia per tutta Italia, perché pochi ormai verificano un comunicato stampa o un lancio d’agenzia. I cronisti scarseggiano, in compenso abbiamo (sui giornali, in tv e su internet) pletore di commentatori che parlano senza aver visto ciò di cui parlano. Una volta Biagi andava a Seveso per poter scrivere poi la sua opinione sulla fuga di diossina, ora un editorialista di qualsiasi giornale di provincia si sente in grado di commentare quello che è accaduto domenica senza muovere il sedere dalla sedia e magari senza aver mai visto una partita di calcio o aver studiato per mezza giornata il fenomeno ultras. Per non parlare di un Bruno Vespa che definisce internet “spaventoso” davanti a milioni di persone probabilmente senza essersi mai collegato a internet.
    Ecco, mi sono sfogato di nuovo, ne avevo bisogno.

    cfdp

    13/11/2007 at 5:58 pm

  4. Siamo messi davvero male

    – Dall’Ansa parte una notizia falsa. – Un blogger vuol fare come le Jene e fa disinformazione sullo Skypefone. Bè, io oggi a Mestre c’ero, e ho visto il Patriarca entrare in una chiesa ortodossa romena. E c’ho pure la…

    Cips

    15/11/2007 at 8:47 pm

  5. I titoli saranno anche sbagliati – o falsi se preferite – ma comunque esiste tutta una problematica circa i locali parrocchiali e i musulmani, ed è una questione che a mio avviso il vescovo Andrea Bruno Mazzocato e il vicario generale Corrado Pizziolo non sanno gestire. Al riguardo è sufficiente leggere il comunicato stampa che si presenta così vago che, giustamente, ognuno può interpretarlo come meglio ritiene. Il detto evangelico che invita a dire sì, sì oppure no, no non è stato applicato nella stesura di questo comunicato stampa.
    Comunque, in merito alla soluzione del caso non mi appello alla circolare della CEI del 1993 che vieta di dare a credenti di religioni non cristiane l’uso di locali parrocchiali, ma sottolineo che in queste situazioni occorre buon senso: riguardo ai locali parrocchiali come strutture costruite per i cristiani, restano sempre attuali le parole del teologo Maurice Borrmans, il quale invita a rispettare e a precisare le identità delle singole religioni. La preghiera comunitaria del venerdì a mezzogiorno è specifica dell’Islam e la visione musulmana porta a concludere che quel luogo, dove è stata espressa la preghiera, diventi proprietà dell’Islam. Borrmans sostiene che dobbiamo essere consapevoli di questi atteggiamenti specifici della loro tradizione. Nel mondo musulmano, poi, si è mai vista una moschea offerta ai cristiani per celebrare una messa? La reciprocità, allora, dev’essere fatta nel rispetto delle tradizioni e usanze, evitando confusioni.
    Inoltre, sì al dialogo e all’accoglienza purché si tengano presenti che nel mondo sono tantissimi i cristiani che non possono professare la propria fede (nemmeno nelle abitazioni private) a causa dell’intolleranza degli islamici. Si tengano presente i lavoratori filippini che vivono in Arabia Saudita e trattati come “schiavi” per la loro fede in Cristo.
    Anche in Italia, poi, quanti hanno abbandonato l’Islam per abbracciare la fede cristiana non possono professare apertamente il loro credo per non subire ritorsioni e alcuni hanno anche subìto minacce di morte.
    Queste cose bisogna tenerle presente quando si “dialoga” con l’Islam altrimenti facciamo un grosso torto a chi, proprio per colpa degli islamici, viene perseguitato.
    Anziché mettersi a dare locali parrocchiali i nostri bravi preti, tramite i propri operatori pastorali, dovrebbero attivare i propri operatori pastorali per creare opportunità di lavoro e di emancipazione delle donne musulmane. E’ sulle donne, e sulla loro emancipazione, che bisogna far leva per creare le condizioni per un dialogo proficuo tra Cristianesimo e Islam.
    Concludo dicendo che sarebbe opportuno – e forse doveroso – avviare un forum per sentire anche gli altri parroci della diocesi di Treviso cosa essi pensano della questione di Ponzano Veneto perché, sembra, che mentre don Aldo Danieli ha le idee chiare sul concettp di carità cristiana, loro invece…

    Carlo Silvano

    19/11/2007 at 9:46 am

  6. Il suo ragionamento è legittimo, anche se non lo condivido. Ma se lei è trevigiano saprà benissimo che tutto quello che accadeva a Paderno di Ponzano accadeva da anni senza che nessuno dicesse nulla: né politici né autorità religiose. Improvvisamente si scopre tutto, e lo si scopre a causa di articoli di giornale sbagliati, che hanno dato notizie molto distorte, che non corrispondono a ciò che avviene a Paderno. E i politici reagiscono ai contenuti sbagliati, non cercano di informarsi e sapere quale sia la verità (oppure fanno finta di non conoscerla).

  7. Veramente si e sempre saputo che don Danieli ha dato ospitalità ai fedeli musulmani e ci sono sempre state voci contrarie ogni volta che è stato celebrato il Ramadan in quei locali. Al riguardo è sufficiente andare in una emeroteca e consultare i quotidiani pubblicati prima, durante e dopo i Ramadan passati.
    Concordo che ci sono state delle distorsioni da parte della stampa ma faccio anche notare che sulla questione dei locali concessi ai musulmani, i gerarchi ecclesiastici non hanno mai dato i dovuti chiarimenti. Come ho scritto nel precedente post, il comunicato che porta la firma di mons. Corrado Pizziolo è una chiara dimostrazione di chi dice tutto e non dice niente, e lascia ampi spazi per l’interpretazione personale.
    Io insisto che sarebbe opportuno sentire anche le “voci” degli altri parroci (nella diocesi di Treviso ci sono circa 270 parrocchie) e capire loro cosa pensano di questa situazione perché pare che solo don Danieli abbia un “cuore grande”.

    Carlo Silvano

    19/11/2007 at 3:45 pm


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