Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

L’Ansa brucia tutti: con Android Google ha sbagliato

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Vi ricordate la storia del concorso da 10 milioni di dollari, messi in palio da Google per gli sviluppatori delle migliori applicazioni per Android, il developer challenge? L’Italia è stata esclusa perché, secondo Google, la legge italiana aveva restrizioni che non permettevano quel concorso. Google si sbaglia, ma a scriverlo finora erano stati Guido Scorza e pochi altri blogger. Adesso anche i grandi mezzi di comunicazione lo riportano e, primo fra tutti, l’Ansa. Sia su internet sia con un lancio da Trieste delle 16.57:

Google viene «corretto» dalla stessa Rete internet sulla decisione di escludere l’Italia dal concorso internazionale da 10 milioni di dollari legato allo sviluppo della piattaforma per cellulari «Android».

È il blog di Guido Scorza (www.guidoscorza.it), ricercatore in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie e docente alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, a fornire la soluzione agli sviluppatori italiani che volessero partecipare al «contest» internazionale.

Google aveva comunicato nei giorni scorsi che dall’«Android Challenge» erano esclusi, oltre che gli italiani, anche gli abitanti della regione canadese del Quebec per non meglio specificate «restrizioni locali», probabilmente legate alla necessità di immobilizzare su un conto corrente l’intero ammontare del premio, e di assegnarlo davanti a un notaio.

Da ieri la soluzione sta facendo il giro dei blog nazionali: Scorza «suggerisce» ai legali che assistono Google di leggere l’articolo 6 del Dpr 430 del 2001, che regola i concorsi e le operazioni a premio, e che esclude da queste restrizioni i concorsi per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale. Il premio, in questi casi, viene considerato come «corrispettivo di prestazione d’opera» o come «riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività».

«Un’iniziativa quale l’Android Challenge – commenta il docente-blogger – rientra certamente in tale esclusione e, quindi a essa non si applica la speciale disciplina che potrebbe aver scoraggiato Google, con la conseguenza – conclude Scorza – che sarebbe auspicabile un’immediata sua riapertura anche al pubblico italiano».

AGGIORNAMENTO DEL 24 NOVEMBRE ALLE 10.30. Sul blog di Google Italia Stefano Hesse spiega la posizione ufficiale di Google, ma non convince del tutto. E le conclusioni di Google non convincono neppure Guido Scorza che era stato fra i primi (o il primo) a dire che Google aveva letto male la normativa italiana.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

18/11/2007 a 7:23 pm

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