Carlo Felice Dalla Pasqua

Mu. Has the dog Buddha-nature?

Archive for dicembre 2007

Ogni lettore ha il giornale che si merita

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Ma non esiste un editore che abbia il coraggio di fare un giornale
serio? Senza l’oroscopo, senza titolisti, senza rigori negati, senza
bufale? Senza false biografie agiografiche di imprenditori, senza
passare le veline degli uffici stampa. Con poca politica, un minimo di
cronaca non morbosa, tutte le inchieste che i soldi che ci sono
permettono (lo so che costano).

Io mi abbono, lo giuro.

Massimo Morelli in un commento a un post di Massimo Mantellini sulla meningite.

A parte la storia dei titolisti, che non capisco (il problema non è avere persone che fanno i titoli, è avere persone che fanno i titoli giusti), mi abbonerei anch’io. Però devo insistere su una cosa che mi è cara e ripeterla fino alla noia: la colpa della scarsa attendibilità di molti giornali dipende sia dalla mancanza di coraggio di editori, direttori e giornalisti, che ritengono che gonfiare una notizia la renda più leggibile e appetibile per il pubblico, sia dall’ignavia dei lettori: a molti di loro interessa poco che la notizia sia falsa, interessa di più che dia ragione alle proprie opinioni. Vanno in edicola e comprano il giornale che li ha ingannati il giorno prima, sono gli stessi che non andrebbero mai al supermercato a comprare lo stesso caffè cattivo che hanno appena buttato via.

Questo non significa che i giornali non debbano cambiare, non siano obbligati a cambiare. Perché Beppe Grillo non ha ragione, ed è facile da dimostrare, ma se va avanti così troverà sempre più persone che per opportunità sono pronte a dargli ragione. E potrà continuare a scrivere cose che, fortunatamente, valgono soltanto per una minima parte di (pseudo)giornalisti: "Gli ultimi a sapere in Italia sono sempre i giornalisti. Sono specializzati nelle notizie post datate. Le danno quando possono. E possono darle quando ricevono l’ordine di scriverle". Questo era in un post di oggi su Alitalia. Beppe, sei un po’ in ritardo anche tu: post su Alitalia ne hai già pubblicati più d’uno, come mai scrivi soltanto adesso quello che avresti potuto dire ben prima? Tu non hai padroni e avresti potuto farlo, no?

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

30/12/2007 at 4:28 pm

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Tre business models per un giornale

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1. La pubblicità riempie spazi lasciati liberi da un’informazione forte.
2. L’informazione riempie spazi lasciati liberi da una pubblicità forte.
3. Non si capisce più nulla, e la cosa non è casuale.

Le altre sono – per ora, almeno – tutte varianti di questi tre modelli iniziali (dove per giornale non si intende soltanto quello cartaceo ma qualsiasi sistema per trasmettere informazione). Il primo modello pare in netto declino, sarebbe interessante leggere qualche studio per capire se abbia davvero un futuro.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

28/12/2007 at 9:36 am

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Movimento per la liberazione degli archivi

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Antonio, Alberto e altri possono star contenti e sperare in un’evoluzione positiva (insieme a me, ovviamente). Pare che il movimento per la liberazione degli archivi stia prendendo piede. Cito (uso la lingua italiana quando posso e odio il verbo "quotare") Marco Pratellesi su Mediablog:

In soli tre mesi il numero di visitatori unici del sito web del New York Times è
cresciuto del 64%. Da quando tutti i suoi contenuti sono diventati
pubblici e accessibili, compresi gli archivi, i visitatori unici sono
cresciuti di 7,5 milioni passando da 11,8 milioni (agosto) a 19,4
milioni (ottobre).

”La stampa scritta – ha detto Jeff Mignon -,
e la stampa quotidiana in particolare, sono sedute su un grande
giacimento. Noi ripetiamo, a chi vuol intendere e da diversi anni, che
la messa in linea degli archivi dovrebbe essere una delle prime
decisioni strategiche. Le cifre ci danno ancora una volta ragione”.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

26/12/2007 at 1:33 am

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L’orgoglio dell’ignoranza

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Ho partecipato a una riunione di giornalisti e ingegneri informatici, il mese scorso. Ho fatto qualche domanda, nulla di straordinariamente complicato (anche perché le cose straordinariamente complicate non le conosco…), ma alla fine c’è stato chi mi guardava con un sorrisino ironico e di compatimento, pensando: guardalo lì, quello che pensa ai computer e a internet invece di cercare di fare bene il giornalista. Ecco, io mi auguro soltanto che un giorno a persone del genere venga consegnata una lettera di licenziamento nella quale sia scritto: ci dispiace, lei non può più fare questo lavoro se non conosce neppure la differenza fra download e upload. Sarebbe la prova che le aziende editoriali hanno capito che la nostra professione, pur mantenendo le basi tradizionali, si deve inesorabilmente evolvere: chi sa tutto sulla penna d’oca ma nulla sui processori è una persona rispettabilissima e può fare mille lavori, ma non il giornalista.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

25/12/2007 at 11:54 pm

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Pubblicazione di atti e la confusione dell’avvocato sul caso Berlusconi – Saccà

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A proposito della querelle sulla pubblicazione dell’intercettazione telefonica della conversazione fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, leggo l’articolo dell’avvocato Antonello Tomanelli su "Difesa dell’informazione". Si intitola "Lecita la pubblicazione delle intercettazioni tra Saccà e Berlusconi" e fa un po’ di confusione.

Procederò per punti. Rapidamente, cercando di non annoiarvi.
1. Quei sette minuti di conversazione sono un esempio di certi perversi rapporti fra informazione e potere. Rapporti che secondo me (vado a naso) sono purtroppo più frequenti di quanto si creda.
2. A prescindere da ogni altra considerazione, Saccà dovrà scontare la giusta pena per la sua mala gestio.
3. La registrazione va conservata e fatta ascoltare come esempio negativo a tutti coloro che vogliono diventare giornalisti o dirigenti di società editoriali.
4. Non riesco a capire perché ben pochi si occupino del senatore del centrosinistra che si sarebbe venduto in cambio dell’assunzione di un’attrice.
5. La pubblicazione di quell’intercettazione non era lecita. L’avvocato Tomanelli sostiene che non vi è alcuna violazione del diritto alla privacy e lascio ad altri più esperti di me le sue argomentazioni, io sostengo soltanto che questo non significa che quella conversazione fosse pubblicabile, almeno stando all’attuale codice di procedura penale (cosa diversa è che sia moralmente giusto che sia stata pubblicata).

Breve spiegazione dell’ultimo punto.
Il secondo comma dell’articolo 114 del codice di procedura penale afferma: "È vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare". E questo è il caso: siamo prima dell’udienza preliminare ed è stato pubblicato un atto del procedimento penale, anche se non più coperto da segreto (per questo si veda l’articolo 329 del codice di procedura penale, non mi dilungherò oltre). Comunque chi ha pubblicato quell’intercettazione sul sito dell’Espresso rischia ben poco: al massimo un’ammenda di 258 euro e 23 centesimi.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

24/12/2007 at 12:27 am

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Martedì sera a unAcademy: cfdp vs. Gaspar

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Non importa se vi piacciono o non vi piacciono i barcamp, questa sarà una barconference. Gaspar Torriero e il sottoscritto si sfideranno (per modo di dire…) martedì sera alle 21 su Second Life, ospiti dell’unAcademy creata da Giuseppe Granieri. Parleremo – ma il tema è molto generico, tanto per darci la possibilità di spaziare – del futuro dei giornali. Potete leggere i post di presentazione di Gaspar e il mio. Qui mi piace citare l’attacco della presentazione di g.g.:

Sul penultimo numero di Internazionale, Giovanni De Mauro raccontava
della teoria del sociologo Theodor Levitt, secondo cui le ferrovie
americane avevano smesso di crescere perchè "pensavano di essere nel
business dei treni e invece erano nel business dei trasporti". E
aggiunge:

Oggi
i giornali si comportano come le ferrovie: sono convinti di essere nel
settore della stampa e non hanno capito di essere in quello dei mass
media.

Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

16/12/2007 at 10:20 pm

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Piccoli corruttori crescono (off topic)

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Quando la corrispondente da Pieve di Soligo mi ha proposto la notizia, l’ho trovata una delle più tristi, amare e significative che avessi sentito negli ultimi tempi. Un ragazzino delle scuole medie che, per diventare il sindaco dei ragazzi del suo comune, compra voti regalando merendine gratis e ricariche per cellulare. L’unica differenza con il mondo dei grandi sta nel fatto che le elezioni sono state annullate, il ragazzo è stato destituito e si tornerà a votare. Oggi ho letto la storia anche sulla home page del sito dell’Ansa, ma voglio riproporvi il testo della prima notizia (non mi piace molto l’espressione "in esclusiva", che tanti giornalisti amano), scritta ieri per il Gazzettino da Manuela Collodet.

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Written by Carlo Felice Dalla Pasqua

16/12/2007 at 9:29 pm

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